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23 settembre 2013

Olive e capperi

Dove: via Russo 2, San Lazzaro di Savena (Bo)
Pro: pizza strepitosa (alla napoletana), buoni prezzi, veranda carina (ma anche gli interni sono piacevoli)
Contro: Parcheggio non illuminato e dissestato, ma accanto al locale

Evidentemente il passaparola conta. Appena aperto, la scorsa estate, questo ristorante pizzeria  a gestione napoletana ha fatto immediatamente il pienone, nonostante l'assenza di pubblicità e la location, a San Lazzaro in una zona poco conosciuta. Il motivo è presto detto. Basta guardare questa foto:

La pizza al tagliere doppio gusto per 2

E' la pizza al tagliere per due, bigusto a scelta (€ 14). Versione crudo, pomodoro, pomodorini e bufala.
Non vi fa venire l'acquolina in bocca? Beh...assodato. Vi assicuro che è molto, ma molto buona. Leggera, la mangerete in un batter d'occhio, nonostante le dimensioni. Ora avrete capito perché in questo locale c'è sempre gente.
E' paragonabile come qualità delle pizze a Pino Smeraldino (Ozzano e via Laura Bassi) e all'asporto Donna Margherita (via Lombardia).
La veranda è piacevole, se andate in una sera d'estate.

La veranda

 Ma anche l'interno è altrettanto caldo e piacevole.

Gli interni

Anche i dolci valgono assolutamente la pena. Sono dentro una teca, basta guardarli e invogliano. Io ho preso una crostata all'albicocca fatta in casa, deliziosa. 
Anche se il piatto forte sono le pizze, si mangia anche cucina tradizionale napoletana. Da tornarci per le pastasciutte al pesce. 
Conto: pizza al tagliere per due bigusto, acqua, birra, 1 dolce, coperto 25 euro. 

16 settembre 2010

BeFed Brew Pub - Trieste

Dove: V.le Miramare 285 - Trieste
Pro: bellissimo locale, buon cibo, atmosfera tranquilla, aperto tutti i giorni fino a tarda notte

C'è Trieste e c'è Miramare. Che non fa comune, ma ne è la sua periferia, ben staccata. Un viale  lunghissimo che porta dritto dritto al Castello omonimo.
Non c'è nulla, se non qualche sparuto locale, ben poco entusiasmante. Il viale è fiancheggiato da una passeggiata a mare estesa chilometri dove alberi e panchine la separano dalla trafficatissima carreggiata. Solo qualche piccolo chiosco che vende bevande. Nessuna gelateria. Nessuna edicola. Nessun fast-food. Niente. Tanto per fare un esempio, il lungomare di Rimini è il suo opposto. E per fortuna.
Se l'intenzione era quella di lasciar parlare la Natura, la trovo piuttosto contraddittoria, dato che un fiume continuo di auto dirette a Trieste centro o verso la Slovenia rendono altamente inquinato e quasi inattraversabile il viale. In realtà è un disservizio turistico.
Se ti trovi a Miramare e vuoi cenare è un problema. Più avanti, verso il castello, solo un paio di ristoranti, quello dell'hotel Miramare (chiuso alla domenica) e la trattoria all'aperto di un ostello con prezzi da locale di lusso. I pochi stabilimenti balneari, che introducono a piattaforme in cemento alle quali si ancorano scalette che si  immergono in un'acqua più fredda di quella di un lago alpino, fanno solo servizio bar e chiudono presto.
V.le Miramare zona spiaggia pubblica

Per fortuna in mezzo a questo deserto c'è un faro nella notte dell'affamato in cerca di un boccone, che voglia cenare senza per forza dover entrare a Trieste. Si chiama BeFed Brew Pub ed è un locale bellissimo, grande come una piazza d'armi. Luci soffuse verdi nel giardino esterno, entrata scenografica con i macchinari a vista per la produzione della birra, di fronte il mare. Non è un locale snob. Niente a che vedere con quei ristorantini tutto fumo e niente arrosto. 
Interno
In realtà il BeFed è un franchising, la sede legale è a Pordenone e la maggiorparte dei locali sono in Friuli.
Come dice il nome è un brew pub, cioè un pub dove viene servita birra artigianale. Ad un'ottima lager, fresca e leggera (spina piccola € 2,30) si può alternare una rossa doppio malto (stesso prezzo). Il mio consiglio è di assaggiarle entrambe. Sono pochi i brew pub in Italia, quindi approfittatene.
L'altro pezzo forte del locale, da non mancare, è il galletto alla brace con patate (taglio grosso). Cotto col sistema cirasco è molto aromatico e gustoso. E' accompagnato da salsa e una fetta di pane. Il suo costo è € 10,90 e sfama una persona.
Galletto alla brace
Ma il menù non finisce qui. Ci sono degli ottimi e freschi panini. Siamo nella terra del San Daniele e il top è "Il Suo" un morbido sandwich con il dolce crudo San Daniele, lattuga, pomodoro, salsa delicata (€ 4,90).
Peccato per la mancanza di dolci in menù (e nei dintorni neanche l'ombra di pasticcerie o simili).
Come al Roadhouse Grill, potete mangiare arachidi a volontà, "smanazzando" gratis dentro grandi botti sparse per il locale. 
Il personale forse è un po' distratto, in quanto non corre immediatamente a prendere l'ordinazione, ma non lo ritengo un male, anzi, contribuisce all'atmosfera easy del locale, caratteristica per me molto importante, che assieme all'ottimo cibo e ad un prezzo accettabile fa entrare il BeFed Trieste nella mia top list.

5 luglio 2010

Al Pant Dla Biannda - Bologna

Dove: via dei Terraioli - Bologna
Quando: dal 19 giugno al 17 luglio 2010, tutte le sere alle 21 (ogni sera spettacoli della tradizione bolognese, anche in dialetto)
Pro: si mangia bene, si fa un romantico tuffo nel passato della città, si aiuta l'associazione a mantenere pulita la zona
Al Pant dla Biannda, al ponte della Bionda, in dialetto. Da bolognese lo traduco immediatamente,  ma quanti sono in grado di farlo oggigiorno? I bolognesi vivono schiacciati in una città con la più alta percentuale d'Italia sui residenti di extracomunitari.
Amo la mia città, ma soffro: la vedo spaesata, trasformata, degradata. Cammino per la strada e sono arrabbiata, costretta a sopportare la massiccia e invadente presenza di persone che per nascita, cultura, tradizione, abitudini con me non hanno nulla a che vedere. Loro non si vogliono integrare, noi siamo costretti a subirli. La perdita di identità culturale è fortissima: i bolognesi sono ormai in minoranza. A chi appartiene  Bologna? Di certo non ai bolognesi, almeno non più. Questa multietnicità imposta è una violenza per  gli autoctoni. Una cosa non capirò mai: chi ci guadagna nel lasciare invadere questa città (dato che non c'è scambio elettorale)?
Chiusa la triste divagazione, ci sono piccole realtà, di encomiabile impegno, tese a salvaguardare piccolissime zone della città. Una di queste è l'associazione culturale Il Ponte della Bionda, nata nel 2005 come conseguenza del restauro del ponte stesso. Il Ponte della Bionda è un piccolo ponte a schiena d'asino,  posto sul corso del canale Navile. Costruito alla fine del '600, consentiva il passaggio dei cavalli che trainavano verso la città i barconi che venivano dalla Bassa, a volte anche dal mare, poichè navigando sul Navile si poteva giungere all'Adriatico. Era chiamato chiamato così perchè la storia vuole che lì "sostasse" una signorina bionda abituale "intrattenitrice" dei barcaroli che percorrevano il canale. Questo ponte fu inagibile fino al 2004, quando la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna diede un contributo economico per permettere il restauro. 


Per chi ancora non lo sapesse, Bologna una volta era sull'acqua (per una meravigliosa ricostruzione della Bologna navigabile non perdetevi la ricca sezione al museo del patrimonio industriale). C'è infatti una zona della periferia della città, nel quartiere Navile, percorsa dal canale omonimo. Oggi quasi tutta l'area a ridosso è maltenuta, poco vivibile. Il Comune non tira fuori un euro per il recupero di ciò che sarebbe un'area particolarmente suggestiva. Alcuni volenterosi cittadini, riuniti appunto nell'associazione suddetta, cercano di mantenere pulito l'argine del canale e la zona compresa tra il ponte e il sostegno Grassi, ex discarica abusiva e trasformata oggi, grazie al lavoro dei volontari, in Arena del Navile.

Per mantenere il lavoro di bonifica, l'associazione organizza, nell'Arena del Navile, una serie di serate estive fino al 19 luglio. Si possono mangiare (lo stand apre alle 19) crescentine farcite (salumi di tutti i tipi, combinazioni di salumi e formaggi, anche con la Nutella), e bere un bicchiere di birra alla spina o vino. Se preferite solo il dessert, non perdetevi la brazadela + vino (un bel bicchiere di vino rosso con la ciambella da "tocciare" - e se siete astemi, c'è anche la sola ciambella). Troverete posto in uno dei tavoloni con la tovaglia a quadretti rossa e mentre cenate, potrete assistere ad uno show (commedie in dialetto, musica, ecc.) I prezzi della ristorazione sono modici (due crescentine, ottime, poco unte con crudo, birra alla spina e acqua naturale € 8,50) e i volontari sono solerti (vengono a sparecchiare). Volendo anche un piccolo box con i gelati (della Cremeria Mascarella).
L'entrata è a offerta libera, e viene anche consegnato un biglietto della lotteria (non si vincono ricchi premi, ma piccole cose proveniente magari dalle cantine - es. vhs usate - è un'estrazione simbolica).
E' una serata del cuore, dove dal palco vengono raccontate barzellette in dialetto,  cantate "zirudele", narrate con l'istrionicità emiliana storielle della provincia. Tutto ciò è  forse estraneo per i non bolognesi,  ma come per incanto, ti fa sembrare di essere nella Bologna degli anni Cinquanta.

Per l'impegno, le buone crescentine, il sorriso dei volontari, i prezzi modici, la conservazione dei valori culturali del territorio, entra nella mia top list. Insomma, andè bën int al canèl!

14 maggio 2010

Pizzeria Donna Margherita (Asporto) - Bologna

Dove: via Lombardia 13/c (sotto al portico) - Bologna
Pro: pizze fra le migliori di Bologna (alla napoletana)
Da provare: Margherita, panini di pizza

Questa pizzeria d'asporto è sempre piena. Semplice: fa delle pizze squisite. Alla napoletana: alte e soffici. Il segreto è la pasta, molto buona. Per soddisfare la clientela, tre pizzaioli napoletani. Di sicuro chi la prova, ci torna. Del resto il paragone con le altre pizzerie d'asporto è più che vincente.
Forse un po' più cara nei prezzi, ma quando mangi una pizza così, te lo dimentichi.
Io ci sono stata più volte e vista la qualità, ho voluto provare innanzitutto il must del locale, la Margherita (€ 4). Strepitosa, con basilico, sembra di essere a Napoli. Fategli mettere la bufala invece che la mozzarella di latte vaccino se volete leccarvi definitivamente i baffi.
I panini meravigliano: lunghi e grandi, si mangia in due con uno solo. Mi spaventano, in quanto spesso li trovi secchi. Invece anch'essi rimangono soffici, creando un connubio perfetto. Io ho assaggiato il Bosco (funghi, rucola, olio tartufato) facendo aggiungere prosciutto cotto (€ 5,50 + € 2 aggiunta affettati).
Un'altra volta ho tentato la piada con Nutella (€ 4,50), più buona che altrove sempre merito della pasta morbida (la piada alla Nutella di solito meglio non farla raffreddare e poi riscaldare, altrimenti si secca).
All'interno del locale, anche tavoli per mangiare sul posto. 

25 gennaio 2010

Caffè San Domenico - Bologna

Dove: via Garibaldi 5 - Bologna
Pro: servizio gentile e veloce, Segafredo Cafè, tranquillità, bella cornice
Contro: parcheggio
E' una delle mie caffetterie preferite. In zona Tribunale, è un locale trendy, versatile, aperto a tutte le ore e molto tranquillo.
Belle poltroncine rosse accolgono in un'ampia sala moderna con le vetrate che guardano la bellissima Piazza S. Domenico. La cornice della piazza, la tranquillità che si respira all'interno, la vicinanza di Piazza Cavour e Piazza De' Calderini ricordano le atmosfere parigine.
Mi piace perchè puoi sorseggiare in pace un tè leggendo uno dei quotidiani lasciati sui tavolini, lavorando al portatile, facendo due chiacchiere ed è uno dei rarissimi posti in cui se vai da solo non ti senti a disagio. Nessuno fa caso a te, e questo è meraviglioso, quando hai voglia di non essere disturbato. Spesso all'ora di pranzo molti professionisti soli mangiano qui: insalatone, piatti del giorno, panini e tramezzini.
Il bar è completo: dal bancone si può scegliere una discreta varietà di rustici salati e pasticceria da forno.
Punto di forza è il Segafredo Cafè Point: appeso a vista c'è un vastissimo menù di caffè e preparazioni al caffè per ogni palato. Decine di 'caffè farciti'. Davvero c'è l'imbarazzo della scelta: puoi berlo al bancone o fartelo portare al tavolo.
Se ci andate, non potrete non tornarci.

5 maggio 2009

Bar Pasticceria Eporedia (Arno) - Bologna

Aggiornamento settembre 2011. Eporedia ha cambiato ragione sociale. Ora si chiama Zabaione (il personale, compreso il pasticcere, rimane il medesimo). 
Dove: Via Arno 25/1 - Bologna
Da provare: tutto e sopratutto la pasticceria da tè
Pro: Freschezza degli alimenti; prezzi non eccessivamente alti; chiusura alle 20.30
Ho precisato Arno nel titolo in quanto questo bar pasticceria ha due sedi, l'altra è in via Bentini 24.
Essendo amante dei dolci (piuttosto rinuncio alla pastasciutta, ma ai dolci, mai!) sono andata svariate volte, a fine giornata, in questo piccolo locale, sotto il portico di via Arno, dirimpetto alla fermata dell'autobus. Eporedia mi ha dato sempre la stessa coerenza: freschezza dell'offerta primariamente (per me la qualità più importante) e bontà all'assaggio, sia nel dolce che nel salato.
E il mio giudizio è definitivamente positivo.
Il locale è idealmente diviso in tre: sulla sinistra il bar, che occupa circa metà del negozio, al centro di raccordo brioches e salato e la cassa. A destra, il bancone delle paste e dei pasticcini. Entrando il frigo con le torte. Si badi bene, quello che hanno non è molto: poche paste, un po' più di pasticceria da tè (slurp), poco salato e invece più scelta nelle torte. Non troverete banconi lunghi come tangenziali, ma quello che hanno è ottimo, onesto, fresco.
La pasticceria da tè è strepitosa: morbida da sciogliersi in bocca, abbastanza varia, c'è l'imbarazzo della scelta a dire cosa è meglio, tutto è squisito. Di sicuro i baci di dama maxi, i tondi bigusto ricoperti di cioccolato e la tartelletta Nutella con la nocciola intera sopra sono da leccarsi i baffi. A chi piacciono ci sono anche pasticcini con pasta di mandorla.
Le paste, tutte fresche e ottime. La mia preferita: pan di spagna con crema e granella di nocciole.
Tra le brioche merita un assaggio quella integrale ricoperta di granella di nocciole.
Nel salato: pizzette morbide e gustose, crescente tonda, tramezzini, tartine.

Le torte? Tante e sopratutto anche a "misura d'uomo": piccole (da 4) a poco più di 10 euro. Per ogni tipo hanno varie misure.
C'è la torta alla frutta, la tiramisù (tonda, con liquore al caffè), la meringata con scaglie di cioccolato, la millefoglie allo zabaione, la Saint Honorè, il profitterol.
La loro specialità è la Torta Eporedia (qui in foto): pan di spagna al cioccolato con una farcitura di crema al cioccolato. Delicata, fresca, senza liquore, adatta anche ai bambini (alcune avevano il disegno del trenino fatto con lo zucchero a velo).

La torta Eporedia
Eporedia Arno entra a merito nella mia top list.

15 marzo 2009

The Cantinella - Bologna

Aggiornamento settembre 2011: La Cantinella ha chiuso. Al suo posto ha aperto la Taverna delle Zagare.
Dove: Via dei Griffoni 5/2 - Bologna
Da provare: i cocktail
Pro: servizio gentile e simpatico; atmosfera piacevole, dj set (ma non si balla)
Contro: parcheggio inesistente

The Cantinella, la cantinella, è un cocktail bar molto carino in quel di via Griffoni. Il posto tutti sanno qual'è, ma nessuno sa che si chiama così. Avete presente il percorso obbligato per andare in auto a P.zza Roosevelt? Via Barberie - voltare nella lateralina a destra (vicolo Gangaiolo) - e ancora poi sulla destra c'è quel piccolo slargo prima di via Volto Santo, che è via dei Griffoni.
Una volta in questa taverna c'era l'Habana Vieja, che ha resistito per un po', poi il Paladar Cafè che ha resisitito pochissimo e ora c'è "The cantinella".
All'esterno un buttafuori (comunque gentilissimo) intimorisce un po'; e già che non c'è parcheggio (il parcheggio più vicino disponibile è su Piazza Roosevelt, sempre murata) rende davvero difficoltoso arrivarci. Però se si riesce a superare lo scoglio più grande, e cioè il parcheggio, ne vale ampiamente la pena. Durante il weekend il locale si svuota verso le 2.
Si scende da una scaletta e aprendo una piccola porta si arriva in questa taverna, disposta per il lungo, molto carina. Soffitto a volta, pavimento in cotto e tavolini scuri con divanetti chiari. A fianco del bancone, disposto in fondo, una gigantografia di Marylin Monroe. Bellissimo l'effetto rosa sfumato creato semplicemente con un filo di led. Nel dopocena c'è dj set e anche se non si riesce a ballare per la mancanza di spazio, è comunque piacevole, forse il volume è un po' troppo alto, ma questo è solo un piccolo neo che non inficia il mio positivo giudizio.
Una corposa carta cocktail attende il cliente: alcolici, analcolici, vini, shorts, ecc. serviti non in bicchieri a caso come in tanti bar, ma adatti ad ogni tipo di drink. I prezzi dei cocktail vanno dai 5 ai 10 euro. Considerando gli appetizer, il locale, la musica e il drink stesso, buono peraltro, direi che il rapporto qualità prezzo è giusto. Dopo l'ordinazione è arrivata (a mezzanotte e mezza) un'inaspettata coppetta di olive verdi in ghiaccio e patatine. Bene.
Io ho bevuto un "fragola colada" dico fragola ma in realtà doveva essere un "banana colada". Avevo infatti ordinato quest'ultimo analcolico, ma in realtà mi è stato servito alcolico. Appena l'ho fatto notare al barman, non solo si è prodigato a farmene subito un altro, ma si è scusato più e più volte anche in seguito e quando sono uscita mi ha salutato con un grande sorriso. Mi sono sentita trattata bene. Gli errori divengono secondari se accompagnati dall'accoglienza. Ho notato anche lo stile, i barman avevano una loro divisa nera con il logo, non un paio di jeans e maglietta. Del resto sono gli stessi proprietari del Boavista, uno dei più bei cocktail bar in città.
Auguro a questo locale di avere la fortuna che merita.

17 gennaio 2009

Ristorante pizzeria Il Moro - Bologna

Dove: via Falegnami 5 - Bologna
Pro: servizio veloce, chiude a mezzanotte (può andare bene anche come dopoteatro - Arena del Sole), menù vastissimo, buona sia la pizzeria che il ristorante
Contro: troppo rigidi nell'orario di chiusura (abbassano le luci anche se ci sono ancora dei clienti)
Da provare: primi al ragù
Una pizzeria ristorante non troppo conosciuta che fa anche delle tagliatelle al ragù alla bolognese tra le migliori della città per rapporto qualità-prezzo. Incredibile, eh?
Questo è il valore della scoperta (culinaria e non solo) a cui io continuo a credere!
Io non mangio mai prima di andare a teatro, sarebbe troppo presto. Vado sempre dopo. Come non perdo mai uno spettacolo di Vito, li ho visti sempre tutti.
Sabato scorso ho assistito a Vita e miracoli di un commesso viaggiatore, all'Arena del Sole.
Come ho già scritto in un altro post, Vito in scena non può fare a meno di cucinare qualcosa o per lo meno di citare qualche piatto bolognese.
Questa volta è stato il turno delle tagliatelle al ragù e del bollito con salsa verde. Prima dello spettacolo avevo voglia di una pizza, poi delle tagliatelle al ragù citate da Vito.
Stavolta sono stata fortunata...alle 23 esco da teatro e mi dirigo in via Falegnami 5, la prima laterale a destra di via Indipendenza. In fondo alla via c'è il ristorante pizzeria Il Moro: ancora aperto, con gente e leggendo il menù (sconfinato) appeso all'esterno, fanno anche le tagliatelle al ragù. A questo punto entro!
Per provare il locale anche come pizzeria ordiniamo due primi e una pizza divisa in due. L'ambiente è carino, accogliente, ben illuminato e colorato anche dopo le 23 (di sabato).
Servizio velocissimo (anche troppo), in men che non si dica arriva quello che volevo: le tagliatelle al ragù alla bolognese.

Il mio timore ero quella di ritrovarmi un piatto di pasta unta con ragù alla carne e pomodoro. Invece era un piatto di tagliatelle al ragù alla bolognese come Dio comanda: tagliatelle veramente fatte a mano (diseguali, quindi non di pastificio) e ragù senza pomodoro, ma di sola carne con aromi. Abbondante il ragù, generosa la porzione. Il tutto leggero, senza nulla di unto. E a soli € 7.
L'altro piatto di pasta, ravioli al ragù pasticciato, era altrettanto ottimo.
La pizza, una tarantina con olive nere, pomodorini, bufala e asparagi era molto buona. E anche qui ottimo prezzo: € 6.
La qualità della pizza l'ho sentita da tre cose: gli asparagi, che non erano duri e immangiabili come spesso capita, ma teneri e gustosi; la bufala, di ottimo sapore; la pasta della pizza, gustosa e non bruciata.Sono rimasta molto soddisfatta da questo ristorante pizzeria: il menù è vastissimo e comprende oltre le pizze e diversi tipi di calzoni, anche piatti della cucina bolognese, di pesce e mediterranea.
Il rapporto qualità-prezzo è molto valido e vorrò ritornarci per provare il "bollito con salsa verde", stranamente presente tra i secondi! Che Vito si sia ispirato proprio al menù de Il Moro?
Due primi di qualità, una buona pizza con bufala, coperto e acqua a "soli" € 24, di questi tempi...!
Chiudono a mezzanotte.

3 novembre 2008

Pasticceria Laganà (Santo Stefano) - Bologna

Dove: Via Santo Stefano 112 - Bologna
Da provare: meringhe con panna, torta al cioccolato, salatini
Lascia perdere: sfrappole, baci di dama
Pro: Freschezza degli alimenti; in genere quasi tutto ottimo.
Contro: Prezzi alti, a volte qualcosa non è buono
Questa è la pasticceria del cuore. Un luogo speciale, che mi ricorda la mia infanzia e la mia adolescenza.
Sono nata a Bologna alla clinica Villalba e cresciuta in via S. Stefano, dove ancora oggi vive mia madre, nell'appartamento di famiglia.
Laganà, via s. stefano angolo via Dante, era a pochi passi da casa mia, a pochi passi dalle mie elementari (le Carducci) e dalle mie medie (le Rolandino, quando erano ancora in via S. Stefano). Mi ricordo ancora gli alti e morbidi tranci di pizza che prendevo quando affamata tornavo da scuola (che ora non fanno più); la meringhe con panna, la pasta preferita da mio padre; la millefoglie allo zabaione, la mia preferita; tutti gli anni quando per il mio compleanno mia madre ordinava la torta facendoci scrivere sopra "buon compleanno Tiziana".
Laganà in via S. Stefano ancora oggi (e non lo dico per una questione di cuore) rimane la migliore pasticceria di Bologna. E' cara, non si può negare, ma ricordiamoci che è inserita in un contesto ambientale di un certo tipo, la zona si sa, è quella della Bologna-bene. Nonostante il degrado generale della città degli ultimi dieci anni per la massiccia introduzione di extracomunitari, che stanno fagocitando il centro, questa zona ancora resiste, certo non è più come una volta, ma rimane pur sempre una delle poche zone dentroporta dove ci abita un certo tipo di classe sociale. Negli ultimi anni si è infittita anche la presenza di studenti; di fatto i proprietari di immobili anche qui tendono il più possibile ad affittare e a trasferirsi fuori nel verde e in soluzioni abitative indipendenti.
Laganà resiste e fa bene. Tiene alto il tenore della zona. Il negozio è lo stesso da decenni e la qualità non è mai scesa. La freschezza e la bontà dei loro prodotti è sempre altissima, ovviamente i prezzi come ho detto sono alti. Ma ne vale la pena.
Ci sono molte cose che consiglio di assaggiare:
  • Le paste. Una delle specialità è la meringa con panna (quest'ultima freschissima): morbidissime, si sciolgono in bocca. Poi consiglio la tartelletta panna e mirtilli, il millefoglie allo zabaione (zabaione freschissimo) e la piramide bicolore cioccolata zabaione.
  • Le torte: c'è un bell'assortimento in vetrina di torte pronte. Sono originali e fresche, attenzione però sono piuttosto care. Una che ho sempre preferito è la torta al cioccolato, una torta a tronco a strati con crema di cioccolato tutta decorata da scaglie di cioccolato, una botta calorica totale e un'immersione total chocolate pazzesca. Se non c'è in vetrina vale la pena ordinarla.
  • Le ciambelle: ce ne sono di due tipi. Quella classica, secca, con lo zucchero e il buco in mezzo, deliziosa fresca e se si secca un po' è squisita inzuppata nel latte e quella morbida, con glassa e uvetta.
  • Il salato: non è da meno del dolce. Pizzette e salatini. A mio avviso i salatini che prendo qui sono i più buoni di Bologna. Sono molto freschi e molto più buoni di quelli che si trovano altrove. Anche il panettone salato è da provare. Meglio ordinarlo, così è strafresco, costa € 18.
Per Natale hanno anche i panettoni artigianali e per Pasqua uova e colombe.
E' aperto fino alle 20 e anche la domenica mattina fino alle 12. Non fa apertura notturna.
Della serie, andateci.

Aggiornamento 23 gennaio 2008
Per Carnevale a Bologna si mangiano le sfrappole. Sono andata da Laganà e ne ho comprate due etti (€ 3 all'etto); sono rimasta molto delusa. Mi aspettavo la solita qualità invece...le ho trovate dure, unte, sopratutto pesanti. Le sfrappole devono essere leggere, asciutte. Forse queste erano già vecchie e forse (essendo loro siciliani) non le sanno fare molto bene, tant'è che anche le chiamano "frappe" sul cartellino esposto, quando si sa a Bologna sono da sempre le SFRAPPOLE. Non vi consiglio di comperarle qui, ci sono sicuramente decine di panifici o pasticcerie che le sanno fare meglio.
Ho preso anche un etto di baci di dama: anche questi erano troppo pesanti e purtroppo non freschi. Il burro abbondante (troppo) con cui erano fatti sapeva già di vecchio.
Peccato per questi due autogol.
Carnevale a Bologna si mangiano le sfrappole. Sono andata da Laganà e ne ho comprate due etti (€ 3 all'etto); sono rimasta molto delusa. Mi aspettavo la solita qualità invece...le ho trovate dure, unte, sopratutto pesanti. Le sfrappole devono essere leggere, asciutte. Forse queste erano già vecchie e forse (essendo loro siciliani) non le sanno fare molto bene, tant'è che anche le chiamano "frappe" sul cartellino esposto, quando si sa a Bologna sono da sempre le SFRAPPOLE. Non vi consiglio di comperarle qui, ci sono sicuramente decine di panifici o pasticcerie che le sanno fare meglio.
Ho preso anche un etto di baci di dama: anche questi erano troppo pesanti e purtroppo non freschi. Il burro abbondante (troppo) con cui erano fatti sapeva già di vecchio.
Peccato per questi due autogol.

18 settembre 2008

Osteria del Pozzo - Barletta (BT)

Tanta più esperienza mi faccio e tanto più continuo a convincermi che la qualità non fa rima con pubblicità.
Ho da tempo smesso di consultare le guide ristoranti che l'editoria propone (gambero rosso, touring, Michelin - quest'ultima poi è tanto affidabile negli alberghi quanto inaffidabile nei ristoranti) dato che solitamente non ci azzeccano quasi mai.
Mi fido solo di me stessa e di qualche passaparola. E' innegabile il piacere della scoperta. Sono una persona esigente e schietta, oculata, spesso i miei giudizi sono più negativi che positivi, il che vuol dire che quando sono positivi sono davvero meritati.
Quindi...con queste recensioni andate davvero ad occhi chiusi.
Tornando all'osteria del pozzo, questa premessa per dire che come il ristorante più in vista di Barletta - Il Brigantino - a mio avviso è il peggiore; quest'altro ristorante, l'osteria del pozzo - il più nascosto, su nessuna guida e pure il meno frequentato - è il migliore.
L'ho trovato per caso al pomeriggio, recandomi al Palazzo della Marra per visitare la magnifica ed imperdibile collezione de Nittis. Proprio poco prima, dopo aver superato tutto il passeggio movimentato del centro, c'è un portoncino piccolo, serrato, con il menù appeso alla porta. Mi attira particolarmente il prezzo della frittura di pesce: 9 euro. Mi incuriosisce, decido di provarlo.


Mi reco quindi la sera stessa verso le 22.30, suono il campanello e il proprietario (bisogna sapere che qui sono solo in due, chi cucina e chi serve) mi apre. Con tono familiare ed amichevole ci fa scegliere dove metterci. L'ambiente è particolarissimo, è una cantina piccola piccola, molto simile alla cantina della disfida, pochissimi tavoli e al centro un pozzo (dal quale prende il nome). L'odore acre di cantina è invadente, ma non da fastidio. Ci sono solo altri due tavoli occupati.

Il menù è ridottissimo, fin troppo, ma questo non influenzerà il mio giudizio. Il menù è di solo pesce e ben venga, siamo al mare e a Barletta è questione d'onore servire il pesce fresco.
Ordiniamo anche il vino della casa, € 2.50, beh non è stata comunque una scelta felice, era abbastanza imbevibile, uno pseudo Tavernello.
Il primo è ridotto ad 1 solo, è quello del giorno: gnocchetti sardi con pomodorini ,cozze, granchio e cannolicchi. Ne prendiamo uno in due, vogliamo tenerci pronti per la frittura. Si rivelerà abbastanza abbondante, ma con due difetti grossolani, fatti in tutta buona fede: i pomodorini non spellati e la pasta secca confezionata. Un tocco di professionalità in più come una pasta fresca, magari un cavatello (locale) fresco e i pachino senza buccia sarebbe stato decisamente apprezzato. In ogni caso il giudizio positivo non cambia. Il pesce si è rivelato di una tale bontà e i costi così bassi, da essere definitivamente soddisfatta.
Passiamo al piatto forte di questo locale: la frittura di paranza. Una frittura così leggera e un pesce così squisito l'ho assaggiato solo a Fano, nella pizzeria La Perla. La porzione non è abbondante, ma quel misto di merluzzetti, triglie, gamberetti, polpetti, sgombri, anelli di totano è da urlo. Per la varietà e sopratutto per quei gamberetti, i migliori della mia vita. Avete mai mangiato un gamberetto con la corazza? Questo dà l'idea della freschezza di quel pesce.
Mi complimento con il proprietario, gli dico, buon pesce fresco, e lui inorgoglito e quasi offeso mi dice che è ovvio, si utilizza solo il pescato del giorno.
Incredibilmente non ci sono contorni! Chiedo un'insalata verde, ma non c'è...si offre di portarmi un'insalata di pachino (in puglia vanno per la maggiore, degli altri pomodori non c'è traccia quasi) e cetrioli.
Come dessert la scelta si limita a due possibilità: o un sorbetto al limone o un trancio di torta gelato (confezionata, tipo Viennetta). Prendiamo il sorbetto (1 pallina) e il trancio, discreti.
Indubbiamente colpisce la scarsità di scelta dal menù (1 solo primo, nessun contorno, due soli dolci, pochi secondi) e alcuni errori di preparazione grossolani, ma il tutto viene dimenticato dal prezzo finale e dalla qualità sopraffina del pesce. E' un luogo familiare, particolare, quasi dimenticato, poco frequentato, ma ti senti trattato in modo umano.
Una bottiglia d'acqua, 1/4 di vino, un cestino di pane pugliese con gli immancabili taralli, un primo di pesce, due fritture di pesce, un contorno, 2 dolci, solo 35 euro. Un prezzo d'altri tempi. A Rimini una cena identica costa esattamente il doppio.

5 luglio 2008

La tua piadina - Bologna

Il migliore cassone di Bologna.
Imboscato sotto al portico di via Borgonuovo, laterale di via S. Stefano, c'è questa piadinoteca da leccarsi i baffi. Parcheggio impossibile, anzi, non ti puoi nemmeno fermare con l'auto, la carreggiata non lo permette. Aperto solo fin verso le 22 e la domenica è chiuso.
C'è un tipo simpatico all'interno che ti fa aspettare un bel po' dopo che hai ordinato, è proprio una piadinoteca artigianale: infatti le piadine e/o i cassoni li fa al momento. I prodotti sono freschi, grandi e hanno buon prezzo. Il locale è molto piccolo, non c'è spazio per consumare all'interno, ma solo per attendere, quindi è un take away puro. Ha una particolarità che ho notato, simpatica, c'è una credenza piena di barattoli vuoti di zuppe Campbell al pomodoro. Dietro al bancone insaccati vari che vengono affettati dopo l'ordinazione.
Puoi scegliere la combinazione di ingredienti che vuoi dal menù con la piadina che vuoi: la spessa di Bertinoro o la sottile riccionese. C'è anche una novità assoluta, la piadina nera senza strutto con mallo di noce e fagioli azuki. Io ho scelto il ripieno e poi mi sono fatta consigliare quale tipo di piada abbinarci. Ho voluto provare tre tipi di piadine: Nerella con squacquerone e rucola, Bertinoro con prosciutto di Parma, crescione prosciutto cotto/mozzarella.
Nerella: apprezzo la novità ma la sconsiglio, non sa di niente, anzi a me proprio non è piaciuta.
Bertinoro: molto buona, simile al mitico cassone (stessa pasta).
Cassone: una roba strepitosa. Straconsigliato.

28 giugno 2008

Cremeria Funivia - Porrettana - Bologna

Dove: via Porrettana 158/4 d/e/f
Pro: una delle migliori gelaterie in città, aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) fino a mezzanotte,  posti a sedere esterni gratuiti (in estate)
Da provare: il gusto Alice, che ha fatto scuola

A pieno titolo una delle migliori gelaterie di Bologna. La cremeria Funivia, chiamata così perché una volta da quella palazzina partiva la  storica funivia per il colle di San Luca. E' subito di fianco all'altrettanto frequentatissima pizzeria Dai Ragazzi,. La Cremeria Funivia è un'istituzione estiva (e non solo), grazie alle numerose sedie di plastica messe a disposizione dal locale nelle quali ti puoi sedere liberamente e che nelle sere afose vengono prese d'assalto dagli avventori e abituali golosi di questa gelateria.
Chiude a mezzanotte e ti posso assicurare che la fila per prendere una coppetta qui non manca mai. Pochi gusti, ma eccezionali, sopratutto gli speciali. Uno su tutti, il più famoso e il mio preferito, il gusto Alice (non riesco mai a non riprenderlo...): mascarpone con cioccolato fuso sul fondo della cestina...un connubio strepitoso. Altri gusti che ho provato e sono comunque molto buoni sono Leonardo (pinolata), Contessa (crema con mandorle) e Tortino funivia (tortino al cioccolato). Imperdibile.

Roadhouse Grill - Bologna

Dove: via Stalingrado 40
Da provare: tutto!
Pro: carni squisite; aperto fino a tardi; prezzi abbastanza buoni; si mangia in abbondanza; si trova sempre posto; parcheggio; arredamento tipico


Ho voluto corredare questo mio post dedicato al Roadhouse Grill di molte foto per dare merito e onore ad uno dei ristoranti della mia top list personale. Ritengo questo sia il miglior ristorante di carne di Bologna ed uno dei pochi in cui sono tornata più di una volta per continuare ad assaggiare le carni sublimi che qui servono. Io sono molto schietta, ma sono anche molto onesta e come tale se un ristorante merita, ne scrivo le lodi. Vorrei tanto scrivere lodi di tutti i locali che ho frequentato, ma ahimè, poche sono le isole felici come il Roadhouse Grill. Un posto easy, che ricalca le steak house americane, ma capace di servire carne di primissima scelta e ottimamente cucinata. Il Roadhouse è sempre in grado di stupirmi per la qualità, qualunque sia il taglio di carne che ordino.
Questo grande locale si trova in zona fiera, dopo il ponte di stalingrado e dispone di un discreto parcheggio retrostante, comodo quindi raggiungerlo in auto senza l'assillo di permessi per il centro.
Tutto è in tema, all'entrata due signorine ti accompagnano al tavolo, il locale è molto grande, si trova sempre posto, non c'è bisogno di prenotare.



Che simpatiche le botti ricolme di arachidi all'interno, nell'attesa puoi sgranocchiarle e anche al tavolo ti portano la mastelletta delle noccioline.



Sul tavolo c'è il menù. Carni alla griglia di manzo (costate, entrecote, controfiletti, ecc) come anche carni di maiale, agnello, pollo; hamburger e insalate e dolci della tradizione americana come cheesecakes e sundaes.
Consiglio assolutamente di essere molto affamati e andarci piano con il peso della carne, un taglio grande si rischia di lasciarlo nel piatto, a meno che non si prenda in due. Meglio un taglio medio, come un filetto o un controfiletto, tenerissimo e gustoso, si ha modo di apprezzare appieno cosa voglia dire mangiare della buona carne. Oppure una tagliata come questa (€ 16,50 già compreso di contorno di patate large è insalata; difficilmente dopo si riesce ad aggiungere ancora cibo).



Per la seconda volta che ci sono andata ho voluto provare lo Special Burger:



Costo € 9,90, ma la foto non rende giustizia, il pezzo di carne è grande tre volte quello di un normale hamburger, e sopratutto è strepitoso. Le patate sono tantissime e non sono unte. Attenzione, dopo che hai assaggiato un hamburger come questo, difficilmente ti piacerà l'hamburger che mangi di solito al noto fast food.
Ero affamatissima, ma nonostante ciò mi sono rimpinzata a tal punto che non sono nemmeno riuscita a prendere il dolce.
Costa di più, ma in realtà costa meno, dato che mangi tantissimo e molto bene.
Come dolce consiglio il Messy Sundae, l'ho visto transitare ed era enorme. Era così invitante, una coppa di gelato ricoperta di cioccolato e un mare di panna montata. Alto almeno 15 cm, una roba da non crederci. Puoi tranquillamente ordinare una carne per due e questo dolce e riempirti moltissimo. Il coperto si paga, due euro, il servizio è veloce e informale, il locale è molto frequentato senza essere invadente, la cucina è a vista, è anche simpatico vedere cucinare la carne davanti ai tuoi occhi. In conclusione entra a pieno merito nella mia top list.

Aggiornamento 29 novembre 2008
E ci sono tornata anche questa sera! Io che non vado mai in un ristorante più di 1 volta...ma qui faccio eccezione, mangiando però sempre cose diverse. Stasera è stato il turno delle costine di maiale e del pollo fritto.
Antefatto: assisto allo spettacolo di Vito all'Arena del Sole "Piazzetta Bicocchi". Io adoro Vito, non perdo un suo spettacolo. Sono spettacoli per bolognesi, fatti da un bolognese: vizi, manie, virtù, la parlata, i problemi e la storia della città. Ci si riconosce e si ride. Vito ha l'abitudine di cuocere veramente su una griglia in scena delle fettine di maiale...che odorino veniva verso i palchetti...ore 23 lo spettacolo termina e io...che non ho ancora cenato...ho fame solo di costine di maiale e patate fritte. Ma è tardi...dove le trovo? Non mi sarei accontentata di una pizza, io mangio sempre ciò di cui ho fame e quando ho fame. Mumble mumble...idea! Il Roadhouse Grill dove si mangia fino a mezzanotte. E proprio le costolette. Detto fatto. Mi presento al locale e ordino le Barbecue Ribs 5 dita (costine di maiale cotte con salsa barbecue) con contorno a scelta di patate fritte large o insalata. Ci sono anche 10 dita, ma uno da solo non ce la fa a meno che non sia un bue. Prezzo circa € 12.

Il mio compagno di mangiata opta per i fried chicken tenders, bocconcini di pollo fritto delicatamente impanati morbidissimi, pepati. Anche questi buonissimi.

Ancora una volta, vista l'abbondanza delle porzioni, ero così sazia che mi è sfuggita per la seconda volta il mitico Messy sundae. Niente, devi fare a metà di una porzione di carne per potertelo permettere. Sempre un ottimo rapporto qualità prezzo: 1 barbecue ribs 5 dita con patate + 1 fried chichen tenders + 1 litro di acqua + 1 coca light € 31.

2 febbraio 2008

Nuova Epoca - Bologna

Qualche settimana fa mi sono recata per una pizza in questa pizzeria piccola piccola in Via Centotrecento, una traversa di Via Belle Arti, subito all'inizio.
Il locale è sempre molto affollato, andandoci di sabato verso le 20 senza prenotazione ho comunque trovato posto senza attendere. Essendo molto piccola, i tavoli sono molto vicini gli uni agli altri e chi vuol stare in intimità magari avrà qualche problema, capita infatti che data la vicinanza si riesca a sentire ciò che i tuoi vicini dicono. Del resto è un ambiente unico, le vetrate danno direttamente sul portico (fortuna ci sono le tende...). Appena entri ti trovi direttamente in mezzo ai tavoli, il pizzaiolo lavora in fondo rispetto all'ingresso, e le pareti sono di un bel rosa acceso, che fanno un po' kitch con i tavoli e le sedie di legno. Ma nonostante tutto questo, ho un ottimo ricordo di questa pizzeria, perché la pizza era molto, ma molto buona. Quindi che me ne faccio di un ambiente più confortevole quando poi la pizza è scadente?
Il servizio è molto veloce, sembrano anche simpatici i camerieri, in quanto quando hanno preso l'ordinazione si sono messi a scherzare con noi. L'ambiente è easy.
Ma sopratutto la pizze, così grandi non ne troverete facilmente altrove. Nonostante la mia esperienza in fatto di locali e pizzerie, sono riusciti a stupirmi, una pizza così grande non l'avevo ancora mai vista. Addirittura i nostri vicini (esagerati!) per paura di non finirla ne hanno presa una sola. In realtà una si mangia tranquillamente, a patto di avere un discreto appetito però. La pizza che ho preso io, una quattro stagioni, era davvero gustosa, non pesante, forse in alcuni tratti del cornicione bruciacchiata, ma il sapore era così buono che si perdonano facilmente queste cose.
Infine ottimi prezzi.
Molto consigliata.

23 gennaio 2008

La Perla - Fano (PU)

Volevo andare a Fano, nelle Marche: io bolognese, abbastanza vicina, non c'ero mai stata. Ho solo due giorni dico, prendo pernottamento e prima colazione e le due sere via ad assaggiare due ristoranti, di pesce ovviamente, sono al mare!
A casa mia, in città è praticamente impossibile non trovarlo decongelato, cattivo, gommoso, con quel sapore di ammoniaca. E andare al mare ormai sembra l'unica soluzione.
Bene, al pomeriggio, nonostante il freddo che faceva mi avventuro a visitare la cittadina e da curiosa che sono a dare un'occhiata ai menù dei ristoranti e pizzerie in fila l'un con l'altro, coi loro menù ben visibili all'esterno.
Prima cosa che si nota subito, tutto qui costa meno, molto meno. Accidenti mi dico, un primo di pesce attorno ai 6-8 euro, un secondo (grigliata o fritto ad esempio) attorno ai 12-15 euro. Bene! si può mangiare pesce fresco in due con meno di 50 euro dal primo al dolce. E Fano, sede anche di un porto peschereccio importante, garantirà la freschezza mi dico.
Scelgo così un apparentemente anonimo ristorante-pizzeria sul lungomare, dove fanno pizza al forno a legna e pesce, attirata dalla posizione (a pochi metri dal porto, garanzia di approvvigionamento continuo di pesce fresco). Fuori c'è il menù, prezzi decisamente bassi, con pizze a prezzi ancor più bassi.
Entriamo, il ristorante è strapieno, ci fanno scegliere il tavolo. Optiamo per la veranda, decisamente più carina della sala interna, molta troppo luce là, brutta atmosfera. Poco dopo andrò in bagno e mi accorgerò che questa pizzeria è enorme, con un'ulteriore sala interna. Quasi immediatamente arriva la cameriera, abbiamo molto appetito e prendiamo anche una pizza da dividere in due. Una al prosciutto crudo. Prezzo incredibile, solo 6 euro. Ce la portano, è piccolina, sottilissima, ma l'impasto è la fine del mondo, la divoriamo. Il prosciutto certo, non è un Parma, ma ok, l'importante è la pizza.
Volevo poi il brodetto di Fano (specialità del luogo, ma non ce l'hanno) ok mi dico peccato prenderò una frittura di pesce. Poco dopo arriva (solo 13 euro!) e giuro, questa è la più buona frittura di pesce che io abbia mai mangiato, nonostante me ne intenda! Fresco, favoloso, come non ricordavo da anni, forse come non avevo mai mangiato. Gamberetti che erano dolci e morbidi come burro (dove io li mangio acidi e duri), un misto di pesce azzurro (a Fano sono specialisti del pesce azzurro) tenerissimo, gli anelli di totani croccantissimi, non gommosi. E il tutto assolutamente non unto, leggerissimo. Più leggero di un insalata . Insomma una poesia di frittura.
Totale in due circa 40 euro. Unico neo, i dolci praticamente inesistenti.

Boavista Cafè - Bologna

Splendido cocktail bar in pieno centro a Bologna, in via Cesare Battisti 9/b. Andai di martedì, feriale e nonostante questo e il parcheggio pressoché impossibile, era molto frequentato.
Una scoperta. Molto cool, molto trendy, raffinato, stile minimalista e barocco.
Entri e sei avvolto in un gioco di candele, faretti e lampadari postmoderni, pareti affrescate e angoli raccolti, tutti da scoprire. Luci soffuse e toni sul nero. Musica chill out e lounge di sottofondo, carta dei cocktail molto fornita, un'ampia varietà anche di analcolici. Prezzi nella media.
Ideale per una serata di livello, farete un figurone chiunque porterete. Uno dei più bei cocktail bar in città .

Kinki - Bologna

Dove: via Zamboni 1 - Bologna
Pro: locale 'democratico', luci blu, tono intimo, particolare, si balla tanto, posto easy
Contro: Non è ambiente da intorto, non aspettatevi i fighetti
Un must.
Da anni questa discoteca, in via Zamboni 1, esattamente sotto le Due Torri, è una garanzia.
Per carità, le donne almeno, non pagate! Entrate in lista, ce ne sono sempre due o tre di liste aperte. Sono anni che non pago un centesimo per andare a ballare grazie alle liste.
Sabato è serata Matador, musica esclusivamente techno. Niente house, nè commerciale. L'ambiente è underground, colori azzurri-blu-grigi, affascinante. Prima dell 1.30 il Kinki è semideserto, poi si riempie. Grazie al cielo il pubblico è variegato, di ogni età, nonostante il fatto che al sabato in discoteca il rischio è alto di finire all'asilo.
In teoria le sale sarebbero due, ma la seconda è oscurata da una tenda nera e nessuno entra.
La musica pompa tantissimo, forse il volume è sparato troppo alto. Ci sono divanetti dove trovi spazio a sedere e udite udite...non ci sono tavoli prenotati e finti snob che pagando credono di aver diritto al loro misero posto al sole ! Tutto libero per tutti! Questa sì che è democrazia!
Non è ambiente da inchiodo, non c'è selezione all'ingresso, si può andare tranquillamente vestiti come si vuole.
E' un posto molto easy. Consigliato.

21 gennaio 2008

Pane Vino e San Daniele - Bologna

Era da tempo che volevo provare quest'osteria in pieno centro a Bologna, in via Altabella 3, non mi aveva mai ispirato più di tanto, la credevo cara e con piatti striminziti.
Beh...mi sono dovuta ricredere! Si merita proprio un bell'8 questo locale e lo consiglio vivamente!
Ci si abbuffa, l'atmosfera è conviviale e si spende poco!
In realtà questo locale nasce come appendice bolognese di una catena in franchising ideata nella terra del prosciutto S. Daniele, il Friuli.
E le pietanze sono rustiche e tutte a base di S. Daniele, come recita il titolo, il tutto, se poi gradito, innaffiato da un vinello rosso (o bianco) a scelta anche in calice o caraffa.
Eh sì, infatti un calice di rosso Lambrusco ci sta bene bene accanto al menù degustazione che assaggio.
Il menù degustazione (consigliatissimo per l'abbondanza e il costo, 20 euro a testa) consiste in un primo a scelta, un tripudio di crescentine e tigelle con affettati, formaggi, sottaceti, nutella in porzioni da stomaci veraci), un dolce a scelta e il vino.
Opto per una tagliatella al ragù strepitosa. Arriva una pirofila di almeno 2 etti di tagliatelle fatte in casa che affogano in un ragù di carne, non industriale, squisito, il tutto ricoperto da fette di S. Daniele. Provo a lasciare lì per far spazio al secondo, ma non ci riesco, è squisita, degna delle migliori trattorie di cucina tipica. All'arrivo dei secondi sono già quasi piena, e anche qui c'è da abbuffarsi alla grande. Alla fine rimangono le crescentine e tutti i sottaceti, pur con tutta la volontà nessuno riesce a finire. Le crescentine per me erano untine.
Dolce a scelta, opto per una fetta di torta cioccolata e cocco, niente di che.
Morale della favola, la tagliatella vale la cena, gli affettati e le tigelle buoni, ci si abbuffa come maiali.
Consiglio (rigoroso): digiunate (rigorosamente) per tutta la giornata (almeno saltate il pranzo) se volete godervi la mangiata.

Sorbetteria Castiglione - Bologna

Dove: via Castiglione 44 - Bologna
Pro: una delle gelaterie top di tutta la città; gelati corposi, ma 'puliti', come autentiche creme
Contro: sempre pieno, parcheggio zero
Da provare: i tre gusti per cui è diventata famosa: cacao fondente; pistacchio, crema al limone
Questa gelateria é una cremeria, perché i gelati che fanno qui sono qualcosa di molto diverso dai soliti gelati e sono davvero molto più simili di gusto ad una crema che ad un gelato.
E' la Sorbetteria Castiglione, in quel di Via Castiglione, ed è risaputo, si può a merito far entrare nella ristrettissima cerchia delle migliori gelaterie di Bologna. Anzi, come ho detto in precedenza, è qualcosa di più e di diverso.
Mi trovavo dalle quelle parti e, presa da un'irrefrenabile voglia di gelato ho allungato il passo fino lì e sola soletta (e goduriosa nel mio gustarmi appieno senza disturbi un gelato che è "un'esperienza") mi sono presa una coppetta ai gusti classici. Avevo già provato le creme non tradizionali e non ne ero rimasta così impressionata tanto da condividere la fama di questa gelateria, sempre strapiena. Bene, mi dico, ora è la volta di provare ciò per cui questa gelateria è diventato un mito, i gusti tradizionali e in particolare, il cioccolato fondente, il pistacchio e la crema.
Che dire...sono rimasta senza parole...il pistacchio sa di pistacchio naturale...è ottenuto interamente dai pistacchi e già questo lo vedi dal colore che non è verde...e il cioccolato, beh quello è una tavoletta sciolta...la crema è crema quasi da riempire un pan di spagna.
E' un pasto, quindi sconsiglio di mangiarlo alle 17 come ho fatto io...alla sera non avevo appetito.