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29 luglio 2010

BOtanique - Bologna

Dove: via Filippo Re - Bologna
Quando: 1-31 luglio 2010
Pro: ingresso gratuito, pulizia e ordine
Contro: possibilità di cena sotto un tendone (catering) a prezzi da ristorante


Io che vivo a Bologna da quando ci sono nata ignoravo l'esistenza della centralissima via Filippo Re, laterale di via Irnerio, a fianco dell'orto botanico. Per forza! E' una via ad uso e consumo dell'Università, da metà in poi addirittura di sua proprietà. C'è persino un cancello ad interdirne l'accesso ai  veicoli e in un certo qualmodo ai comuni mortali - nelle sere della manifestazione sera presidiato da buttafuori, che ne fa - e gliene rendo merito - un luogo pulito e sicuro. Quindi niente barboni, extracomunitari sospetti, drogati, ma solo studenti-bene e cittadini bolognesi (evviva!). Difatti le serate sono gestite da Estragon e vi ricordate cosa scrissi nel post su Estragon?  Che era un posto  sicuro, perchè controllato da buttafuori.
Il BOtanique è una rassegna musicale con artisti italiani ed internazionali in uno spazio verde all'interno della "cittadella universitaria" ("gentilmente" messa a disposizione da Unibo) - con un palco e un grande prato per sedersi, tavoli e sedie da giardino sotto gli alberi e alcuni stand per cenare.  Uno è un modesto bar-ristorante  con menù a prezzi insolitamente alti, scritto a mano su "lavagnette" di carta appese all'interno (alcuni piatti freddi, alcuni primi di pasta, tre/quattro secondi - tutto catering, in quanto non c'è la cucina...nemmeno quella da campo). Meglio optare per qualcosa da bere e trasferirsi sotto le frasche. A seguito del ristorantino c'è  un piccolo stand creperia.
Proseguendo il percorso a piedi, si giunge in una graziosa piazzetta con due edifici di diverso stile, molto belli e ben tenuti: una palazzina liberty e un palazzo d'epoca fascista. Sono adibiti a facoltà di pedagogia (ora chiamata elegantemente scienza della formazione, anche se la sostanza non cambia) e presidenza della facoltà di lingue.
L'atmosfera è easy e tranquilla, ci si sente al sicuro e ciò ormai a Bologna è una rarità. Il BOtanique chiude tra pochi giorni, non perdetevi la grande festa di chiusura sabato 31 luglio.

20 luglio 2010

The Village 2010 - Bologna

Dove: Parco di Villa Mazzacorati, via Toscana  19 - (Bo)
Quando: dal 9 luglio al 7 agosto 2010
Pro: Ambientino informale, tranquillo e rinfrescante con luci soft, ingresso gratuito, bar (solo bevande)
Contro: in caso di concerto si perde la tranquillità, parcheggio non facilissimo 

La bella e monumentale Villa Mazzacorati, di ispirazione palladiana, appartenuta ai marchesi omonimi, anzichè essere degna vetrina di eventi culturali o polo museale, è oggi dequalificata a sede dell'Asl (Azienda Sanitaria Locale). Svilita, al suo interno la villa, tra un ambulatorio e l'altro, è sede anche del Museo del Soldatino Mario Massacesi (15 mila esemplari).
Dietro, si estende il parco, ben più grande di quello che ci si potrebbe aspettare. Aperto tutto il giorno, è ben tenuto e provvisto di panchine, fontanella e giochi per bambini. Si può trovare un buon relax grazie al fatto che, essendo poco conosciuto, è anche poco frequentato.
Questa zona verde, durante l'estate, da alcuni anni orsono è  luogo d'aggregazione con concerti, proiezioni o più semplicemente un meeting point. Gli spettacoli, due o tre sere a settimana, iniziano alle 21, ma in realtà partono più tardi (es. la tribute band ai Red Hot Chili Peppers ha iniziato a suonare alle 23).
La location mi è piaciuta. Affatto degradata, ma bensì gradevolissima, con un illuminazione rosa soft procurata da lampadari di cartone stile orientale fra gli alberi, non troppa gente, possibilità di sostare ai tavoli o sotto ombrelloni + cuscinoni a terra senza obbligo di consumazione (ma volendo il baretto offre bevande alcoliche e analcoliche a prezzi competitivi). Il momento migliore per andarci è al di fuori dei concerti, in un feriale. Si sta benissimo. 

5 luglio 2010

Al Pant Dla Biannda - Bologna

Dove: via dei Terraioli - Bologna
Quando: dal 19 giugno al 17 luglio 2010, tutte le sere alle 21 (ogni sera spettacoli della tradizione bolognese, anche in dialetto)
Pro: si mangia bene, si fa un romantico tuffo nel passato della città, si aiuta l'associazione a mantenere pulita la zona
Al Pant dla Biannda, al ponte della Bionda, in dialetto. Da bolognese lo traduco immediatamente,  ma quanti sono in grado di farlo oggigiorno? I bolognesi vivono schiacciati in una città con la più alta percentuale d'Italia sui residenti di extracomunitari.
Amo la mia città, ma soffro: la vedo spaesata, trasformata, degradata. Cammino per la strada e sono arrabbiata, costretta a sopportare la massiccia e invadente presenza di persone che per nascita, cultura, tradizione, abitudini con me non hanno nulla a che vedere. Loro non si vogliono integrare, noi siamo costretti a subirli. La perdita di identità culturale è fortissima: i bolognesi sono ormai in minoranza. A chi appartiene  Bologna? Di certo non ai bolognesi, almeno non più. Questa multietnicità imposta è una violenza per  gli autoctoni. Una cosa non capirò mai: chi ci guadagna nel lasciare invadere questa città (dato che non c'è scambio elettorale)?
Chiusa la triste divagazione, ci sono piccole realtà, di encomiabile impegno, tese a salvaguardare piccolissime zone della città. Una di queste è l'associazione culturale Il Ponte della Bionda, nata nel 2005 come conseguenza del restauro del ponte stesso. Il Ponte della Bionda è un piccolo ponte a schiena d'asino,  posto sul corso del canale Navile. Costruito alla fine del '600, consentiva il passaggio dei cavalli che trainavano verso la città i barconi che venivano dalla Bassa, a volte anche dal mare, poichè navigando sul Navile si poteva giungere all'Adriatico. Era chiamato chiamato così perchè la storia vuole che lì "sostasse" una signorina bionda abituale "intrattenitrice" dei barcaroli che percorrevano il canale. Questo ponte fu inagibile fino al 2004, quando la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna diede un contributo economico per permettere il restauro. 


Per chi ancora non lo sapesse, Bologna una volta era sull'acqua (per una meravigliosa ricostruzione della Bologna navigabile non perdetevi la ricca sezione al museo del patrimonio industriale). C'è infatti una zona della periferia della città, nel quartiere Navile, percorsa dal canale omonimo. Oggi quasi tutta l'area a ridosso è maltenuta, poco vivibile. Il Comune non tira fuori un euro per il recupero di ciò che sarebbe un'area particolarmente suggestiva. Alcuni volenterosi cittadini, riuniti appunto nell'associazione suddetta, cercano di mantenere pulito l'argine del canale e la zona compresa tra il ponte e il sostegno Grassi, ex discarica abusiva e trasformata oggi, grazie al lavoro dei volontari, in Arena del Navile.

Per mantenere il lavoro di bonifica, l'associazione organizza, nell'Arena del Navile, una serie di serate estive fino al 19 luglio. Si possono mangiare (lo stand apre alle 19) crescentine farcite (salumi di tutti i tipi, combinazioni di salumi e formaggi, anche con la Nutella), e bere un bicchiere di birra alla spina o vino. Se preferite solo il dessert, non perdetevi la brazadela + vino (un bel bicchiere di vino rosso con la ciambella da "tocciare" - e se siete astemi, c'è anche la sola ciambella). Troverete posto in uno dei tavoloni con la tovaglia a quadretti rossa e mentre cenate, potrete assistere ad uno show (commedie in dialetto, musica, ecc.) I prezzi della ristorazione sono modici (due crescentine, ottime, poco unte con crudo, birra alla spina e acqua naturale € 8,50) e i volontari sono solerti (vengono a sparecchiare). Volendo anche un piccolo box con i gelati (della Cremeria Mascarella).
L'entrata è a offerta libera, e viene anche consegnato un biglietto della lotteria (non si vincono ricchi premi, ma piccole cose proveniente magari dalle cantine - es. vhs usate - è un'estrazione simbolica).
E' una serata del cuore, dove dal palco vengono raccontate barzellette in dialetto,  cantate "zirudele", narrate con l'istrionicità emiliana storielle della provincia. Tutto ciò è  forse estraneo per i non bolognesi,  ma come per incanto, ti fa sembrare di essere nella Bologna degli anni Cinquanta.

Per l'impegno, le buone crescentine, il sorriso dei volontari, i prezzi modici, la conservazione dei valori culturali del territorio, entra nella mia top list. Insomma, andè bën int al canèl!

14 giugno 2010

Laguna - Bologna

Dove: via Morazzo 13 - Bologna
Pro: ingresso gratis tranne il venerdi (uomo € 6); spazio a sedere
Contro: parcheggio a pagamento; ambienti disarmonici


Se non sapete dov'è e sul navigatore scrivete via Morazzo 13, non arriverete al Laguna. Perchè la strada ad un certo punto è bloccata. Mettete come destinazione via Rigosa incrocio via Morazzo e in un batter d'occhio ci sarete. Infatti proprio in quel punto c'è il cartello d'ingresso del locale; un centinaio di metri percorrendo un viottolo (attenzione al fosso molto profondo ai lati) e ci sarete. Il parcheggio, enorme, ma a pagamento (€ 3) è quindi d'obbligo, dato che ai lati della stradina trovano posto si e no una decina di macchine. Entrerete in questo disco-dinner estivo attorno ad uno stagno "stagnante" (forse navigabile al tramonto con un paio di cigni elettrici biposto ancorati).
Si entra sempre gratis tranne il venerdì (l'uomo paga € 6). Purtroppo diversi elementi difettano e quindi è consono non dover pagare. Rispetto al passato il luogo ha perso glamour; è poco illuminato nella parte lungo "lago", è stretto, la musica ha una cattiva acustica e in molti punti si accavalla con quella lanciata dai baretti sotto gli ombrelloni, lo stagno è torbido. Il pubblico è variegato, c'è una sola piccola pista sotto un tendone, presa d'assalto. Poi un largo molto congestionato tra l'ingresso, la zona ristorante e un'ulteriore spazio con tavoloni bianchi di legno sotto un pergolato che più che da discoteca sembra ideale per mangiarsi una fetta di cocomero. Infine nell'altra sponda un camminamento stretto e buio (poco sfruttabile) con alcune sedie (c'è perfino un'amaca) e sabbia riportata.
Mangiare qui è piuttosto caro, come in tutti i discodinner (la cena costa € 26 a testa o 18 se opti per un piatto unico) e mi lascia sempre alquanto perplessa, causa catering. Le serate sono il martedì (con possibilità di piadina + vino a € 12), il giovedì, il venerdì e il sabato (serata Sexanta, con promessa di musica anni '70-'80, promessa non mantenuta).   
E' un onesto posto per trascorrere un paio d'ore, anche se il suo peggior difetto è la disarmonia e la poca illuminazione, in evidenza di notte. Per quello il momento migliore per andarci è al tramonto nella zona lounge sui divani bianchi accanto al dinner, per un aperitivo.

17 luglio 2009

Lido di Casalecchio - Casalecchio di Reno (BO)

Dove: Via del Lido - Casalecchio di Reno (BO)
Pro: lido attrezzato lungo il fiume Reno con chiosco, sabbia riportata, lettini prendisole e grande spazio erboso; un lettino solo € 3
Contro: fiume non balneabile; zanzare dopo il tramonto
Oggi vi voglio far conoscere un luogo a Casalecchio di Reno, persino a me sconosciuto, bolognese di città, fino a qualche tempo fa.
Casalecchio non è un bel paese, così vicino a Bologna, addirittura adiacente, ma così lontano. Bisogna nascerci per viverci.
Nel centro resistono ancora vecchi esercizi con insegne degli anni Sessanta, ci sono molti palazzi popolari, all'interno della Galleria Ronzani un negozio sì e uno no ha cessato l'attività e le vie circostanti sono sporche e degradate. Che dispiacere accorgersi che il famoso ristorante pizzeria Vecchio Fiume, così in voga negli anni Novanta è chiuso e fatiscente. Nella fontanella sulla scalinata della galleria ho visto un extracomunitario che lavava il piccolo. Scene da fiume Gange, India.
Poi c'è la zona nuova del Meridiana, del Shopville. Lì va meglio. Poco consolante.

Come si intuisce facilmente dal nome, a Casalecchio passa un fiume, il Reno. Assolutamente non balneabile. Attraversa la cittadina, il che può essere pittoresco, sopratutto dal camminamento del Parco della Chiusa. Per accedere al parco della Chiusa, dove si trovano anche i resti delle ville dei Talon, l'entrata è in cima a via Panoramica.

La chiusa vista dal camminamento

Breve storia del Lido di Casalecchio


Il fiume Reno, oltre che vederlo da lontano lo si può avvicinare al massimo al cosidetto Lido di Casalecchio. Questa realtà, in estate molto frequentata sopratutto dai casalecchiesi, ha una lunga storia.
Alla fine del 1800, dopo la costruzione della chiusa, le piene del Reno avevano livellato il terreno e consentito la formazione di uno strato di terra, sul quale era poi cresciuta l'erba, formandosi un bel prato.
Pensare che allora l'acqua era così pulita che se ne faceva regolare uso alimentare e domestico! Ora non si può nemmeno immergere i piedi (questo rende l'idea di quanto inquinamento l'ultimo secolo abbia portato).
Durante il fascismo, l'entrata al parco fu messa a pagamento ed esso fu "attrezzato" con cabine e venditori di bibite. Il numero crescente di bagnanti (nei festivi si arrivava a punte di 10.000 persone), creò un'economia indotta. Nel 1933, visto il successo, si fecero le cose in grande: furono aggiunte docce, tende, ombrelloni, latrine e un ristorantino a buffet che serviva la fragrante frittura di pesce del Reno.
Dopo la guerra, fu costruita anche una balera di grandissimo successo, chiamata l'Isola Verde.
Purtroppo però, per inesperienza nel nuoto, poco diffuso, per scarsa conoscenza delle sorgenti gelide sotterranee del fiume, perchè in tanti per ignoranza facevano il bagno dopo pranzo, il fiume chiese il suo tributo e ci furono anche molte vittime (si parla di almeno un morto a stagione).
Con il boom economico degli anni Sessanta e la conseguente motorizzazione, iniziò il declino del Lido. La gente alla domenica preferiva al mare dei poveri il mare vero e si trasferiva in gita sulla riviera Romagnola.
Nel 1966 ci fu una devastante piena che distrusse tutto e nessuno ebbe più voglia di ricostruire fino al 1998, anno in cui l'amministrazione comunale ne decretò il restauro e la riapertura.

Oggi il Lido di Casalecchio è molto frequentato. Lungo la via Lido ricordiamo la storica pellicceria Lido e proprio difronte all'ingresso, il ristorante Lido, specializzato in cucina veneta.
C'è un chiosco iperfrequentato, con tanti tavolini, che serve dai gelati ai panini ai cocktail. Durante il giorno spara musica che si diffonde per tutto il lido (si poteva evitare) e alla sera accende i lumini sui tavolini, divenendo un meeting point anche piacevole, seppur alla buona.
L'ingresso è libero e il noleggio di un lettino prendisole costa solo 3 euro. C'è un riporto circolare di sabbia e tanta erba e un campetto di pallavolo.

Insegna del chiosco
Il chiosco
L'assembramento di tavolini sotto il salice
Devo dire che lo preferisco di gran lunga come parco. Entrando, basta allontanarsi qualche centinaio di metri dal caos di lettini e chiosco per trovare un ambiente più naturale vivendo il fiume (purtroppo un po' dall'alto, visto il dislivello di qualche metro dalla sponda) in relax sotto un albero.

Prato e alberi a ridosso del Reno: un relax più bello e naturale

14 luglio 2009

Bolognetti 09 - Bologna

Dove: Vicolo Bolognetti 2 c/o Quartiere San Vitale - Bologna
Pro: entrata gratuita
Contro: non c'è parcheggio, affollamento, musica assordante, covo di studenti
Lascia perdere: cenare lì
Pista grande nel chiostro
E così il rosso Comune di Bologna, con la scusa di concedere uno spazio giovanile, si è fatto imprenditore...numerosi sono infatti i punti bar all'interno del Bolognetti che elargiscono birra e alcolici in quantità, a prezzi non così politici...
Per chi non lo sapesse il Bolognetti 09 (chiamato anche Vicolo Bolognetti) è il piano terra all'interno del palazzo in Vicolo Bolognetti 2 (laterale di via San Vitale), attualmente sede del quartiere San Vitale. Certo fa strano sapere che al giorno qui c'è l'anagrafe, una scuola elementare, un punto di ascolto e tutti i servizi che una sede di quartiere può offrire, mentre alla notte un nugolo di studenti semiscoppiati assedia il Bolognetti facendone il punto di riferimento serale.
Che si fa qui? Essenzialmente si balla e beve (tanto). E le bottiglie vuote arrivano fin sotto il degradato portico della degradata via S. Vitale, ormai, assieme alla via Ferrarese (cinesi), un ghetto (pakistani e bangladesi).
Doppia discoteca, una più grande, nel chiostro coperto e una più piccola, nel cosidetto chiostrino. Impianti sonori di mezza tacca che sparano una musica gracchiante e a volume assordante, caos, affollamento (sopratutto il weekend), un turnover per i corridoi e un fuoriesci continui sul vicolo. Si balla male, la musica è poco orecchiabile, fastidiosa per le orecchie, le piste troppo buie.

Pista piccola nel chiostrino
In teoria si potrebbe anche mangiare, ma dopo avere visto l'improbabilità della sistemazione dei tavolini (buttati lungo i lati del chiostro in mezzo al viavai) e della "pizzeria", che altro non è che una piccola postazione gestita da un extracomunitario e una cassiera con pizze tonde e tranci già cotti, da riscaldare nel forno elettrico e di aspetto per nulla invitante, lasciati in una teca a calamitare batteri, sconsiglio decisamente di mangiare qui. Cibo non bello da vedere è cibo non buono da mangiare, come si suol dire.
Difficilmente, se non si appartiene al target suddetto, riuscire a rimanere per oltre dieci minuti.

9 luglio 2008

Baraonda - Rastignano (BO)

Aggiornamento giugno 2009: il Baraonda è ora il CAFFE' MARTINI.

Erano anni che il Baraonda era chiuso. Ha riaperto quest'anno a maggio. E' sempre stato un locale estivo. Quest'anno il Single è chiuso, l'organizzazione si è spostata qui. Il single non mi piaceva e difatti il baraonda non se ne discosta molto...E' sempre a Rastignano, in via Serrabella, dietro lo Star City, la multisala. E' un po' imbucato, per entrare devi percorrere tutto il corridoio esterno del cinema. E' lo spazio ricavato di fianco alla piscina dello Junior Club, coperta da tende, anche se si intravede dal Baraonda. Per lo meno dopo le 23 quando sono entrata io.
La serata è rigorosamente il venerdì (per adulti) e ci sono le liste omaggio donna-ridotto uomo. Non è malaccio, c'è una parte interna, un po' spoglia e strana che ha divanetti e uno spazio tavoli ma non funzionante come ristorante, o per lo meno non so se qualcuno avessi mangiato qui ore prima, non sembrava di sicuro (almeno quando sono stata io, i primi di giugno di quest'anno). Qui c'è musica evergreen anni '80-'90, forse anche un po' patetica, i mix non sono riuscitissimi. Direi che la massa però rimane fuori, nell'unica pista strapiena con musica house e commerciale (più house che commerciale). Pista piccola, resa ancora più piccola dai divani a bordo pista sormontata dal solito tendone con lampadario e vari bar sotto dei gazebi sparsi un po' per l'area. Drink card per entrare che dovrai far timbrare se non hai consumato per poter uscire (la donna in lista se non beve paga zero). Come disposizione della discoteca, la pista, i bar, ecc mi è sembrata molto simile al Forte Iola, anzi sembra un clone del Forte Iola, con la differenza che il Baraonda ha anche una parte interna (semideserta). Direi che nonostante gli sforzi che ha fatto non riesce ad essere un posto chic, ma di medio livello. Come ho detto l'atmosfera è molto simile a quella del Single (confusione e musica che si accavalla al S.).
Sono più o meno uguali i tre...Baraonda=Single=Forte Iola. Visto uno visti tutti.
Ah...dimenticavo...il parcheggio è la discesa negli inferi bui...ci credete che abbiamo girato almeno 15 minuti con quasi il sentore del panico perché non si trovava l'auto? Rubata? Macchè! Il posteggio è buio, ma talmente buio che non riesci in nessun modo a riconoscere le auto, vai a tentoni. E le sterpaglie coprono i marciapiedi con l'effetto di essere piuttosto pericoloso per l'incolumità fisica, io ho rischiato di cadere e/o di slogarmi una caviglia. Credo che mettere un lampione invece di posteggiatori che ti indicano un luogo totalmente buio sarebbe stato ben più utile.

30 giugno 2008

Villa Serena estate/inverno - Bologna

In via della Barca 1, di fianco al muro perimetrale della Certosa (ne sfrutta il parcheggio) c'è questo villone che il Comune ha adibito a spazio giovanile. In realtà è un centro polivalente, nel senso che nelle ore diurne invernali, la cooperativa che la gestisce organizza anche corsi di lingue e danza. Ma di solito il bolognese la conosce come disco di bassa ad entrata gratuita.

Inverno: il giardino ovviamente non è sfruttabile. Viene utilizzata la villa aperta prevalentemente il venerdì e sabato. L'entrata è sempre free, a meno di feste particolari o concerti. C'è un bar, una piccola pista nell'ingresso, molta confusione e giovanissimi molto brilli. Ci sarebbe anche un primo piano, a volte aperto a volte no.

Estate: sempre venerdì e sabato. Sempre free entry. Oltre ad una consolle in villa ce n'è una anche nel parco, solitamente adibito anche con amache. Senza contare i vari bivacchi spontanei della gente. In prima serata, verso le 21 vi sono anche esibizioni teatrali, rassegne audiovisive, cover bands (come al Cà de Mandorli).
In conclusione posto svaccatissimo, età media 20/30.

24 gennaio 2008

Ca' de Mandorli (estate e inverno) - Idice di San Lazzaro di Savena (BO)

Dove: Via Idice 24, San Lazzaro di Savena (Bo)
Da provare: le pastasciutte
Lascia perdere: la zuppa inglese
Pro: entrata gratuita, buoni i primi al ristorante
Contro: parcheggio su terreno sconnesso, musica interna al secondo piano assordante, caos, ambiente troppo informale, cocktails nel bar estivo pessimi
Strano circolo-discoteca-ristorante in via Idice a San Lazzaro. Si compone di un casone a due piani e di un giardino e di un parcheggio incasinatissimo in terra battuta.
Inverno:
D'inverno si sta dentro. Venerdì sera, serata sfogline. Cos'è? 20 euro una tantum, tutto compreso. Comunque bis di primi favolosi, davvero fatti a mano. Tortellini originali, piccoli come l'ombelico di Venere.
A seguire (tutto assieme): grigliatina, patatine, crescentine, sottaceti, salumi. Mediocri.
Zuppa inglese scongelata, tentando tra l'altro di farsela pagare in più.
Serata freddissima, porta sempre aperta con aria gelida d'accompagnamento e tavolo in mezzo alla saletta d'ingresso e mentre la gente sta ancora mangiando, verso le 23 fanno entrare tutti i dopocenisti. I quali, non avendo ancora il tavolo, ed essendo in tanti, rimangono in piedi a guardarti mentre mangi!
Sali al primo piano musica anni 80, pubblico variegato. Non c'è posto, tutti ti spingono, passano dovunque.
Piano terra, musica anni 70. La situazione non migliora, anzi manca poco e scatta la rissa.
Esperienza alienante.
Estate:
Molto meglio come location estiva a mio avviso. D'estate c'è un pienone stratosferico, considerando anche perché é free entry, due piste estive (una più grande e una più piccola) e tavolini a non finire. A volte anche serate con comici, spazio palco quindi. Alcuni divanetti strapieni sotto improvvisate tende. Il ristorante è stato spostato all'aperto. Due bar, ma i cocktail sono troppo zuccherati. In teoria i bar sarebbero il pub 2000. La casona è aperta, al primo piano suonano bands, ma il frastuono è assordante, la puzza di fumo e sudore ti fa scappare.
Estate 2008: quest'anno ci ho messo piede due volte, per due volte ho trovato un pienone tale da essere irritante. Non hai letteralmente spazio per muoverti, la bolgia è da esaurimento; la seconda volta sono stata un quarto d'ora e poi sono fuggita, troppo pieno. Non fa per me. Posto da la "Bologna gratis", "low". Studenti per lo più.

23 gennaio 2008

Chalet dei Giardini Margherita - Bologna

E' un po' scontato commentare questa discoteca estiva sul laghetto dei Giardini Margherita perché è da anni che d'estate è aperta e ci sono stata molte volte.
Il locale è piuttosto carino, la scenografia anche (dentro al più bel parco cittadino, su un laghetto), anche se spesso é decisamente troppo affollato e la musica molto "parlata".
La gente è variegata, ma per una serata carina può andare. Il sabato non è ragazzini, ok anche per adulti. Ci sono le liste anche omaggio uomo.

21 gennaio 2008

Bononia 189 A.C. - Bologna

E' un pub estivo molto frequentato, con una parte esterna in giardino e una parte interna in una specie di veranda. L'arredamento è etnico-chic anche se il posto non è chic, ma carino. E' più una gelateria trasformatasi in pub. E' in via Sacco e Vanzetti, vicino allo stadio.
Televisore al plasma fuori luogo e tanti gelati, ma poco altro. Ordino una macedonia, ma rimango abbastanza insoddisfatta.
Comunque un posto carino, sicuramente da provare, forse migliore di giorno, giusto per una coppa di gelato. Verso la mezzanotte dj-set, non riesci più a parlare.