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23 luglio 2010

Festa del gelato - Casalecchio di Reno (Bo)

Dove: Casalecchio di Reno - Bologna
Quando: 23-25 luglio 2010
Pro: lunga passeggiata fra banchetti e negozi aperti (quelli di ristorazione e alimentari)
Contro: di stand del gelato neanche l'ombra, affollato

Spazio ristoro (no gelato)

Scrivo questo post alla vigilia della cosiddetta festa del gelato di Casalecchio, perchè, essendoci andata due anni di seguito (2008-2009...e mi basta!) voglio mettervi in guardia per quanto riguarda...il gelato.
Non andate là pensando di trovare stand con gelati, perché rimarrete delusi. E' uno specchietto per le allodole. Forse pensavano che intitolare la manifestazione per quello che è  in realtà, e cioè Festa (dei commercianti) di Casalecchio, non attirasse abbastanza pubblico. Ad ogni modo se vuoi il gelato, lo compri nelle gelaterie del paese a prezzi di listino. Non dimentichiamoci però che le gelaterie sono aperte comunque.
Se non c'è il gelato, cosa c'è allora? Bar, ristoranti, negozi di alimentari (questi ultimi non tutti), pizzerie, trattorie aperte; banchetti ambulanti di abbigliamento/cianfrusaglie artigianali, concertini ed esibizioni di qualche artista di strada.
La pasticceria Dolce Lucia trasferisce all'esterno un piccolo bancone con bomboloni e gelati; la piadinoteca  e la pizzeria d'asporto organizzano tavoli all'esterno. In uno spiazzo a lato della via Marconi (il corso principale) ci sono tre/quattro stand con birra alla spina, crescentine/piadine con affettati e poco altro. I parchi pubblici  sono naturalmente aperti come solito (giostre e giochi a pagamento per bambini su quello che dà sulla Porrettana).
Evidentemente gli sponsor sono Confcommercio, Ascom, Cna.

16 luglio 2010

Fiera del Carmine - Crevalcore (Bo)

Dove: Crevalcore - Bologna
Quando: 15-19 luglio 2010
Pro: vasto mercato ambulante (raddoppia domenica)
Contro: le possibilità di cena sono ridotte all'osso
Alcuni stand gastronomici su piazza Malpighi antistante la parrocchiale di San Silvestro

La fiera del Carmine è la più grande e importante manifestazione di Crevalcore e si svolge annualmente la terza settimana di luglio. 
Note su Crevalcore
Crevalcore, verso il modenese, si raggiunge percorrendo la Persicetana (è infatti subito dopo San Giovanni in Persiceto). Luogo natio di Marcello Malpighi, il suo nome deriva dal latino crepa corium, scorza crepata, termine che indica le crepe che la secca estiva provoca nei terreni tipici di questo territorio. A pianta rinascimentale, ha un centro con vie lineari e due porte di accesso (porta Bologna e porta Modena). La piazza principale del paese è Piazza Malpighi, su cui si affacciano la parrocchiale di San Silvestro e il Municipio. La via principale è corso Matteotti, fiancheggiato da eleganti palazzi e porticati del Sei-Settecento e dal Teatro Comunale. 
Corso Matteotti
Questa fiera, che come il nome suggerisce ha carattere più commerciale che enogastronomico, dà il suo meglio verso il tardo pomeriggio, quando il sole è meno cocente e si ha abbastanza tempo davanti per poter gironzolare per i banchetti e fare, perchè no, acquisti. Consiglio vivamente di andarci domenica, in quanto il mercato è molto più grande, espandendosi, oltre al centro, anche fuori porta, lungo i viali di circonvallazione. Ci sono ambulanti di tutti i generi e una piccola zona adibita a luna-park. Da mangiare invece c'è poco,  più o meno uno stand a crescentine e cocomero. La ristorazione è affidata più ad esercizi locali come bar, pizzerie d'asporto, gelaterie, qualche trattoria, che per l'occasione rimangono aperti. 
Qualche piccolo evento correda la fiera, come l'apertura del museo dei burattini (orari limitati) e dei concerti in piazza. Ma il vero must di questo evento è la domenica, con un mercato ambulante davvero grande.

3 giugno 2010

Sagra della ficattola - Casalfiumanese (Bo)

Dove: Parco Manusardi (viale A. Costa), Casalfiumanese - Bologna
Quando: 29 maggio-2 giugno 2010
Pro: ottimi prezzi, bel parco
Contro: sagra piccolina

Casalfiumanese, a nord di Fontanelice, è un borgo circondato dal verde e dai calanchi della valle del Santerno, nell'Appennino romagnolo. Geograficamente è posto a sud di Imola, dalla quale dista 10 km. Si raggiunge velocemente percorrendo l'autostrada A14 con uscita Imola, più una decina di minuti di statale. Il paese è distante da tutto: 50 km da Bologna sud, 60 da Ravenna, 90 da Rimini. O ci nasci o lo scegli come buen ritiro. Il paese è ordinato, pulito, a misura d'uomo. I nomi delle vie sono scritti a mano su targhe di ceramica. Il piccolissimo centro storico si sviluppa dopo l'arco della Torre dell'Orologio.

La Torre dell'Orologio, simbolo di Casalfiumanese
Casalfiumanese ha un bel parco comunale, perfettamente tenuto, dove svettano cedri e pini secolari, ricavato dal giardino di Villa Manusardi, appartenuta nell'800 ai Manusardi, nota famiglia di banchieri milanesi. Dal 1980 la villa è scuola media e biblioteca pubblica. Pensate che bell'ambiente circonda scolari e lettori!

Parco Manusardi
All'interno del parco si tiene la sagra della ficattola. 
La ficattola è una specialità gastronomica toscana (molte le sagre sulla ficattola in questo periodo in Toscana), che però viene fatta anche qui, in una variante che prevede l'aggiunta di latte all'impasto. E' una specie di crescentina, o gnocco fritto, più spesso e a pasta più ruvida, con crosta più grossa. 

 Una ficattola
Si può farcire dolce o salata. Alla sagra una ficattola farcita (due pezzi sovrapposti + farcitura) costava € 2,70. Ci si sfamava con una farcita! Vuota solo € 0,70. Le farciture proposte erano prosciutto crudo, salame, salsiccia, stracchino. Dolci: confettura o fichi caramellati. Quest'ultima insolita versione era la più buona. Ho infatti apprezzato più la versione dolce che quella salata.
Inoltre anche piadine (del tipo grosso), polenta al ragù e patate fritte. Fette di torte casalinghe allo stand Avis. 
Inoltre allietavano la sagra alcuni banchetti, pochi purtroppo, e un palco con musica. Sagra piccolina, ma a buon prezzo e organizzata in un bellissimo parco.  

6 maggio 2010

Misen - Bondeno (Fe)

Misen (Mostrassaggi Interprovinciale Sagre Enogastronomiche) - 7ª Fiera delle sagre
Dove: Centro Fiere Bondeno (Fe)
Quando: 29 aprile-2 maggio
Pro: Tantissimi assaggi gratuiti
Contro: Chiude alle 23, ma alle 21.30 sbaraccano già tutto


Se volete andar per sagre sappiate che in Emilia la provincia di Ferrara non ha rivali. Se ne organizzano tantissime (la sola Bondeno una decina). Le Proloco si sono riunite nell'Associazione Turistica Sagre e Dintorni che comprende un comprensorio di paesi in provincia di Ferrara (netta prevalenza), Mantova, Rovigo, Bologna, Modena. Gli assessorati alla promozione del territorio ferrarese sono competenti, efficienti. Ferrara ha il mare, il Po e il suo delta, un bel centro storico rinascimentale, una provincia tutta da scoprire. Che sa promuovere. Magari Bologna si desse così da fare.
Non ho mai visto tanti fiumi come a Bondeno, Po e Panaro la attraversano. Da fare è la ciclabile Destra Po di fianco all'argine del fiume più grande d'Italia. Da visitare la Rocca di Stellata. 
Bondeno, non troppo piccola, è contingua a Mantova e Rovigo. Il Centro Fiere è metà di un capannone (nell'altra metà c'è il supermercato Billa). Annualmente viene organizzata il Misen, una fiera-assaggi volta a presentare le sagre del territorio circostante. Il costo di ingresso è € 7. 
E' molta carina, piccola, ma densa. Ci sono tanti stand, uno per sagra. Bisogna venirci affamati, si cena a suon di assaggi! Ogni comune espositore offre un assaggio e un volantino della sagra che presenta. E così via di pastasciutte, tartine, vini, salumi, polenta, e anche qualche dolce!
Si entra (bisogna andarci verso le 20) e si inizia il giro, partendo dagli assaggi di pastasciutta. Io ho provato, tra quelli che mi ricordo:

tagliatelle al tartufo (Tartufesta) - squisite
risotto con le lumache (sagra delle lumache) - buono
Tagliolini con le rane (sagra della rana) - buoni
polenta con ragù di cinghiale (sagra del cinghiale) - ottimo
Cotechino con purè (sagra del cotechino) - sufficiente
tortelloni (sagra del tortellone) - buoni
tartine con salama da sugo (sagra della salama da sugo) - cattive
tartine con storione (sagra dello storione) - cattive, anche se apprezzo il tentativo di promuovere un pesce sfruttato quasi esclusivamente per il caviale
trancio di pizza (sagra della pizza) - niente di che
piadina (sagra della piadina) - squisita 
porchetta pasticciata (sagra della porchetta) - buona
sedanini al ragù d'anatra (sagra dell'anatra) - mediocri
tortellini (sagra del tortellino) - buoni
vino Ippocrasso (l'800 ai Ronchi) - ottimo e particolare
Ciambella al melone (La Cucombra) - squisita
Salame cotto (sagra del salame alla brace) - cattivo ...
E altro ancora! 

Se non siete riusciti ad andare al Misen (non mancate l'anno venturo) potrete sempre andare alle sagre. Controllate quando sul calendario del sito suddetto.

30 giugno 2009

Sagra di S. Giovanni Battista - Casalecchio di Reno (BO)

Dove: Casalecchio di Reno (BO), via Marconi 39 c/o Parrocchia di San Giovanni Battista - 24-29 giugno 2009
Mi trovavo a Casalecchio centro e non ho potuto fare a meno, vedendo il cartello pubblicitario, di fare una piccola deviazione per curiosare all'interno di questa festa, dedicata a San Giovanni Battista dalla parrocchia omonima, la cui natività cade proprio il 24 giugno. Non avrei mai detto, ma carina! Semplice, simpatica. Nel cortile retrostante la chiesa, pur nel suo piccolo, c'era tutto: pesca, stand gastronomici, orchestrina e tavoli.

Era tutto gestito da volontari anziani (volendo essere cattivelli si potrebbe dire che sembrava la festa di un ospizio), ma la loro vitalità mi ha rasserenato il cuore. Erano pieni di voglia di fare, entusiasti, ed è bello vedere che la vita non ha età. Sarò controcorrente, ma non sono affatto d'accordo con quelli che proclamano "largo ai giovani": perchè dovremmo fermare delle vite, delle esperienze, delle conoscenze che possono ancora continuare? L'esistenza si è allungata? Sfruttiamolo, noi tutti, perchè se non lo facciamo è come se morissimo ancora a 60 anni. Lasciare un anziano in attività, allunga anche la nostra prospettiva.
Devo fare i miei complimenti al parroco Don Lino: si è inventato l'unica pesca al mondo dove anche con i biglietti perdenti (le serie) si vince qualcosa, ovvero si mangia! Funziona così: c'è una pesca, regolare, con premi (n. 1 un motorino, n. 2 un prosciutto...e via decrescendo), ma se peschi una serie hai diritto ad una crescentina. Se ne accumuli 4 a una farcita, con 2 una vaschetta di patatine fritte...ecc...simpatico no? Il biglietto costava € 1: un buon prezzo per una crescentina vuota (che non era neanche malaccio come sapore). Magari 4 serie (4 euro) per una fetta di cocomero non era proprio a buon mercato...ma che importa...

Per mangiare non si paga...bastano le "serie"
Poi è stata offerta (gratuitamente) anche l'ottima torta Dolce Lucia (una torta alla frutta) della pasticceria omonima (Pollacci), che ha la sede istituzionale (il laboratorio invece è a Idice) proprio in centro a Casalecchio. Questa torta era squisita, fresca, è una delle specialità della pasticceria ci hanno detto.
La parrocchia di San Giovanni Battista è a spasso coi tempi, ha pure un suo sito internet!
Consiglio preventivo: l'anno prossimo, se siete nei dintorni, una capatina potete farla.

26 giugno 2009

Festa delle spighe - Le Budrie (BO)

Dove: Le Budrie, frazione di San Giovanni in Persiceto (BO), primi due weekend di giugno
Le Budrie non è a Budrio, nonostante la verosimiglianza del nome, ma è un borgo a San Giovanni in Persiceto, a circa 35 km dal centro di Bologna.
I primi due weekend di giugno si è tenuta una festa intitolata delle Spighe.
Meglio dire una festicciola, o una sagretta, e già sarebbe un eufemismo. E' una delle manifestazioni più "magre" alla quale io abbia mai assistito. D'accordo che siamo in una frazione di un lontano paese di campagna, però qualcosa di più si poteva fare. Le festicciole d'oratorio sono più corpose! In pratica c'era solo uno stand gastronomico, un paio di rigattieri ambulanti e nel parchetto (due metri quadrati di verde) un minipalco in attesa di qualche orchestrina o cantante di borgata. In compenso cartelloni pubblicitari a gogò della sagra stessa. Che tristezza.

Delle spighe nemmeno l'ombra. Solo il nome. Da mangiare? Quello che di solito si mangia nelle feste dell'Unità, che pullulano d'estate in Emilia Romagna. E quindi via di tortellini, tortelloni, polenta, castrato, crescentine, patate fritte...il solito menù a prezzi medi (anche 7 euro per un primo).

Questa micro-festa era adatta per un pubblico rigorosamente locale, una discesa da casa in ciabatte, due forchettate di tagliatelle e ritorno.
Consiglio preventivo: non andateci l'anno prossimo, se non volete annoiarvi.

13 maggio 2009

Festa della Giuditta - Bazzano (BO)

Dove: Bazzano vie del centro - 9 e 10 maggio 2009
Finalmente è arrivata la bella stagione! Io adoro il caldo...l'estate! Dopo inverni sempre più lunghi, la stagione estiva è per me il periodo più bello. Si esce di più, le giornate sono lunghe, ci si veste con facilità. Vorrei che l'estate durasse tutto l'anno. Sarà perchè sono nata in gennaio, nel cuore dell'inverno, ma ho sempre un po' invidiato chi vive nei paesi della fascia equatoriale tropicale. Ad esempio i brasiliani hanno 30° gradi tutto l'anno, fortunelli!
Chi mi segue da un po' saprà, se mi legge con attenzione, che con l'inizio della stagione calda mi piace andare alle sagre et simili: un'occasione per visitare un paesino e assaggiare cibi tipici o di strada in un'atmosfera informale. Un vestitino, un paio di sandaletti e via. Una buona occasione per lasciare un po' a casa pensieri stressanti in modo più autentico rispetto ad una discoteca (che si badi bene, mi piace anch'essa, ma essendo una persona versatile, sono onnivora di esperienze, purchè sane, che mi arriscano su più fronti).
Così domenica scorsa, decido, verso sera, di recarmi alla festa della Giuditta, a Bazzano. E' la festa dell'intero paese (più vicino a Modena che a Bologna, seppur ancora in provincia di quest'ultima e lo si evince anche dalla parlata, ormai poco bolognese e ben più modenese), dedicata ad una statua, la Giuditta appunto.
Il pasticcere del paese, titolare della pasticceria La Dolce Vita, dove ho voluto acquistare la torta Giuditta, loro specialità, mi ha invitato a leggere sul retro della confezione della torta la leggenda di questa statua in metallo, oggi posizionata davanti al municipio di Bazzano.
Eccola, così riassunta. La Giuditta, fu un'opera di un paesano, donata alla cittadinanza in onore, così si dice, di una bella donna procace di nome Giuditta, nota in tutto il paese. La popolazione, falsamente moralista, non la volle e la statua fu messa, a furor di popolo, dove non la si potesse vedere. Poi i tempi cambiarono, tanti tabù caddero e oggi non solo la statua è davanti al municipio, ma rappresenta il paese stesso. Ecco perché questa festa si chiama Festa della Giuditta.
Pubblicizzata come fiera dell'enogastronomia e con stand ricchi di tipicità emiliane come la tigella, la crescentina, il borlengo, si è in realtà trattata purtroppo di una manifestazione piuttosto raffazzonata e dilettantisticamente organizzata.
Poco di quello che è stato promesso è stato mantenuto.
Iniziamo dagli orari: doveva essere aperta fino alle 22. A parte i banchetti in piazza, gli altri ambulanti stavano mettendo via tutto già verso le 19. Quest'impatto di "chiusura" anticipata lascia l'ignaro turista immediatamente demotivato. I negozi: alcuni aperti e altri chiusi. Si poteva dare impulso maggiore affinchè tutti gli esercenti partecipassero vivamente all'evento. Insomma se non ci credono loro, ci dobbiamo poi credere noi? La fiera enogastronomica non c'era: solo alcuni banchetti, a dire il vero presenti ad ogni sagra (il formaggiaio, il siculo, il tigellaro, quello delle caramelle, quello del biologico, quello dello zucchero filato, quello delle crepes, tutte cose che si trovano anche molto più banalmente ad una qualsiasi festa dell'Unità, così fitte in Emilia durante l'estate).
Poi uno spazio enorme dedicato alla "roba vecia" (come la chiamo io): rigattieri improvvisati che avevano svuotato la cantina di casa propria e provavano a tirare su qualche euro (ma portarla al mercatino dell'usato, no? si fa prima e meglio...).
Il punto più dolente è stata l'impossibilità di cenare sul posto. I motivi? Disorganizzazione logistica. Errori, ripeto, da dilettante. C'erano due soli stand per cenare: uno piccolo piccolo (poche panche) appena giunti al paese sul ciglio della statale che alle 20.15 (ho notato l'ora) aveva già cancellato il 90% dell'offerta perchè finita. Dico alle 20.15, non alle 22.15...! Nell'orario clou. L'altro stand, grande, in piazza, occupava solo metà di essa, nel senso che si poteva raddoppiare il numero dei tavoli senza dare noia a nessuno. E' successo l'inevitabile, più o meno nello stesso orario, i tavoli disponibili erano tutti occupati, dato che erano troppo pochi anche solo pensando a tutto il battage pubblicitario intrapreso per informare della festa. Dico io, fai di tutto per attirare più pubblico possibile, poi metti si è no una decina di tavoli? E così, fila di gente in piedi ad aspettare si liberasse un buco. Ovviamente si sedeva anche chi beveva solo un bicchiere di vino e magari rimaneva incollato al suo posto anche per ore. Risultato? Molti se ne andavano.
Anche io, piuttosto che stare in piedi ad elemosinare, ho deciso di andarmene, ma non a mani vuote, almeno. Mi sono fermata in una piadinoteca che naturalmente stava attirando anche chi dalla piazza tornava in giù verso l'auto, scoprendo che è uno dei pochissimi posti, se non l'unico, che fa la pizza fritta da asporto.

20 febbraio 2009

Carnevale enogastronomico - Savigno (Bo)

Domenica 15 e 22 febbraio 2009

Dove: Savigno centro
Pro: la campagna circostante
Contro: Carnevale esiguo, il freddo, nulla viene offerto gratis, carri piccoli e gracchianti senza lancio di dolciumi


E' arrivato il Carnevale e la domenica e' d'uso fare qualche gita per assistere alle sfilate dei carri allegorici.
Considerando che a Savigno non ero mai stata prima d'ora e incuriosita da questa dicitura "enogastronomico", decido di farvi un salto.
Accidenti, credevo fosse più vicino a Bologna! Da casa mia, in città, sono quasi 50 km. In realtà Savigno pur ancora in provincia di Bologna è nella zona modenese, nella valle del Samoggia. Bella campagna, pulita, ariosa...sarà che io sono nata in centro a Bologna...ma il pensiero di abitare lì mi fa venire i brividi. Lontano da tutto, lontano dal mondo. A Savigno poi è particolarmente freddo, il paesino va all'ombra presto e l'inverno è gelido.
A parte queste divagazioni, quello di cui voglio parlare in realtà è di una grande bidonata. Perché non c'era nessun Carnevale enogastronomico, ma solo un piccolo e scarno Carnevale di provincia. Era quindi uno specchietto per le allodole. Si sono pubblicizzati sul sito 2torri dicendo che venivano distribuite crescentine e vino gratis per tutti. Le crescentine e il vino c'erano sì, ma a pagamento!
Solo alcune altre bancarelle sulla piazza principale del paese adornavano questo desolante evento: vendevano prodotti biologici e tigelle a caro prezzo. Tutti i negozi erano chiusi e solo due o tre minicarri gracchianti percorrevano le strade di Savigno. Una piccola folla si era riunita in un'altra piazza a sentire la Filuzzi (n.d.r. gergo bolognese che significa musica da ballo liscio).
L'unica cosa veramente interessante è stato trovare per caso il famoso ristorante Da Amerigo, aperto dal 1934, leggere il suo interessante menù e curiosare la vetrina della bottega con salse e condimenti artigianali (i cui prodotti sono in vendita anche da Eataly all'Ambasciatori).
Quindi per chi vuole andarci il 22, sapete già cosa aspettarvi...

3 ottobre 2008

Sagra della girandola - Manduria (TA)

22 agosto 2008


Questa è sicuramente la prima sagra in cui ho pagato per entrare! Ben 3 euro a testa! Ma non è che in seguito gli assaggi sono gratuiti...no no... si pagano anch'essi! E non poco.
Siamo a Manduria, a metà strada tra Taranto e Lecce, lontano dal mare, nella Puglia di terra.
Perché si chiama sagra della girandola? Boh!
Organizzata da privati nel parco archeologico della cittadina, è una "sagra" per modo di dire: tre postazioni servono l'una carne alla brace (salsiccia + capocollo di martina franca), un'altra una frittura di pesce, l'ultima cicchetti di Primitivo di Manduria (il forte rosso di cui Manduria è capoluogo del distretto vinicolo omonimo). Prezzo fisso € 6 a piattino. Il tutto contornato da giocolieri vari, per me di nessun interesse, in quanto ero andata solo per mangiare. Questi artisti di strada erano stati assoldati per dare una pseudo giustificazione al costo del biglietto d'entrata, ma erano ben poco godibili, invisibili dai capannelli di gente davanti.


Il primitivo, adatto agli arrosti e alla selvaggina, non c'azzeccava molto con la frittura di pesce, così ho preferito assaggiare la carne. La porzione era scarsina, come si può vedere.

Una sagra triste, organizzata a scopo di lucro, con questi fari e alcuni artisti di strada sparpagliati in questo campo. L'atmosfera dei "clown" di Fellini: quella malinconia sulle facce truccate dei pagliacci.
Mangi e te ne vai, altro non c'è. Nota positiva: si mangiava abbastanza bene.
Sono stata una delle prime ad uscire, mentre una lunga fila di persone ancora doveva entrare. Una signora mi si rivolge chiedendomi perplessa: "Bisogna pagare, ma ne vale la pena?" Schiettamente, come da mio solito, le dico no. E lei se ne va.

18 settembre 2008

Sagra dei sapori e dei saperi - Maruggio (TA)

21 agosto 2008

Proprio sopra Campomarino si trova Maruggio, un paesino carino e decentemente tenuto. Organizza una sagra davvero affollata (i pugliesi vanno molto alle sagre) con tanto di band che suona la taranta e la pizzica dove io da buona bolognese non capisco e anzi mi da anche un po' noia, ma loro sembrano coinvolgersi con un entusiasmo e una partecipazione degna del palio di Siena per i senesi.
Arrivo sul tardi, verso le 22.30, ma nessun problema, la sagra sta procedendo a gonfie vele e si mangia ancora in abbondanza. Il centro del paese è carino, allestito e illuminato per questa sagra con i prodotti gastronomici tipici locali sparpagliati un po' ovunque.


Forse un po' troppo caos per i miei gusti e sopratutto la mancanza di posti a sedere. Spesso ho avuto nostalgia della sagra emiliana, almeno non ero costretta a mangiare in piedi o su un marciapiede! Insomma due sedie si potevano predisporre.
Come si nota dalla foto, si mangia davvero per la strada.

Gli assaggi a scelta comprendono:
  • pezzuri al provolone e mortadella € 3. Già pronti dentro alcune pizzerie d'asporto, riscaldati. Una specie di calzone duro, saporito. Nulla di che.
  • pizzarieddi (orecchiette e cavatelli freschi al pomodoro e ricotta forte) € 2,50
  • polpettine di carne € 2,50
  • vino locale mezzo bicchiere € 0,50 prettamente i tipici vini marsalati della zona tra cui il forte Primitivo
  • puddichi € 1 (pane con pepe nero, cannella, chiodi di garofano), molto buono e originale
  • frutta da passeggio € 1,50 (cocomero, melone, l'uva in una terra che ne produce in abbondanza, gli immancabili fichi d'india e una stecca di carrube).
Un neo era la mancanza di qualche dolcetto tipico, o una gelateria. Di solito alle sagre c'è sempre qualche assaggio di dolce. Si poteva chiudere in bellezza no?
Al termine ce ne andiamo sfiniti, trovare i posti dove vendevano gli assaggi, mangiarli in piedi in mezzo alla folla assordati dalla taranta...beh...anche il gastronauta più convinto si stanca...
Comunque consigliato, una bella immersione nella tipicità gastronomica pugliese.

13 luglio 2008

La Cucombra - Sagra del cocomero e del melone - San Matteo della Decima (BO)

San Matteo della Decima (BO) 4-13 luglio

Cocomero e melone: due frutti freschi e in stagione, che se dolci e gustati freddi al punto giusto sono molto gustosi.
Non lo sapevo che fossero autoctoni anche nella zona della "bassa" bolognese e per giunta molto buoni.
San Matteo della Decima è una frazione di San Giovanni in Persiceto, 40 km circa da Bologna (o meglio da casa mia). Paesino brutto, anzi non è nemmeno un paesino, è una zona industriale con tanti capannoni, alcune case (brutte) e un parco spelacchiato. E' come dire Bologna Roveri, tanto per dare l'idea. L'impegno dei volontari e degli organizzatori è sempre encomiabile, di qualunque sagra si tratti, ognuno fa con i mezzi che ha. E difatti questo parchetto è l'unico spazio che ha S. Matteo della Decima. Piuttosto che essere degli zombie, ci si prova. Sorvolo sui difetti della sagra anche se ci sono, proprio perché l'impegno ad "esserci", a costruire qualcosa supera le lamentele.
Bene, in questo parchetto spelacchiato hanno messo tutto quello che si poteva. Nel loro piccolo. Alla buona.
Quattro stand gastromici: pizzeria, ristorante tradizionale (un po' di tutto: tortelloni, tagliatelle, straccetti di manzo, pollo allo spiedo, prosciutto e melone e qualche improbabile piatto di pesce...quello preferisco mangiarlo nelle sagre della zona del delta del Po o nel riminese, almeno so per certo che è pesce fresco...qui ho grossi dubbi...molto più probabile sia decongelato), la Taverna del Volpone (ancora più informale, con piadine, panini, patate fritte, gelati). Nulla mi sconfinfera abbastanza, del resto il piatto forte è il cocomero. Così opto per una pizza capricciosa. Anche attirata dalla scritta "cotta nel forno a legna". Cotta sì, ma nel forno e basta. Questa è stata una cosa detestabile, la menzogna. Prezzo basso (due pizze farcite, una coca grande alla spina e un'acqua 15 euro), ma attesa interminabile. Pizzaioli improvvisati molto lenti hanno fatto sì che io mangiassi dopo oltre 30 minuti di attesa.
Successivamente non poteva mancare la fetta di cocomero (o cucombra in dialetto bolognese): € 2,50 per un'enorme fetta dolcissima, dotata di solo un coltello (io sono abituata a mangiarla con anche la forchettina) che ha reso l'assaggio abbastanza disagevole...ma ci si adatta per vivere l'atmosfera campestre. C'era anche la vendita e così ho approfittato per acquistare un bel meloncino Tamaris profumatissimo. Infine un curioso banco di intagliatori di cocomeri e meloni attirava i curiosi.


Per il resto poco altro, uno stand della pesca (non il frutto!), un'orchestrina di cantanti revival un po' stonati, un dj assordante dal bar, tanti bambini e un Wc (che dopo aver mangiato il cocomero si sa...può essere molto utile...).

29 giugno 2008

Sagra del vino e della ciambella - Castelguelfo (BO)

Castel Guelfo (BO) 27-29 giugno

D'estate mi piace andare alle sagre. Il clima è caldo, quale migliore occasione per godere della piacevolezza dell'uscire in vestitini corti, visitare un paesino ed assaggiare i prodotti tipici della zona! Poi io adoro anche lo street food.
Castel guelfo, 30 km da Bologna, in direzione Imola. La sagra è sponsorizzata dall'outlet e coinvolge tutto il paese, a dir la verità bruttino. Diversi punti ristoro, poco coordinati però. Ognuno ha un suo stand autogestito, dove spesso mettono un cantante improvvisato che si copre con quello dello stand accanto, con il brutto effetto di accavallamento musicale l'un con l'altro, assordante. Di stand gastronomici ce ne sono circa 6/7 un po' confusi, la scelta non è vastissima, per lo più piadine con affettati, crescentine, tortelloni, cocomeri e meloni, pesche al vino (gratis) c'è pure la parrocchia che ci prova a vendere cibo, ma cenare dentro l'oratorio a prezzi da ristorante...no, proprio non fa per me. Adocchio lo stand a mio avviso più sfizioso e scelgo arrosticini con patate fritte (8 euro...però) e polenta fritta con squacquerone (la prima decisamente troppo unta).
Tanti banchetti, che un po' di shopping fa sempre bene ;-); i soliti dal Salento e dalla Sicilia con cannoli e sottoli e pane di altamura e pecorini...per carità...; il municipio aperto ed illuminato con un troll di cartapesta alto 3 metri (che c'entra?); decine di ambulanti che vendono collane ed orecchini artigianali a prezzi esorbitanti (ma chi li compra?); uno stand marocchino che vende dolci tipici e cattura tutti gli immigrati della zona...
Il pezzo forte però, ed è questo effettivamente che è riuscito meglio, sono l'abbondante distribuzione di vino e ciambella gratuita. Distruibuiti equamente per il paese ci sono baracchine che non si fanno guardar dietro: il vino e la ciambella è sempre in abbondanza, persino a mezzanotte inoltrata, a dispetto di altri posti dove dopo un'ora di distribuzione c'è già il game over. E qui l'assalto della gente era continuo. Ciambella freschissima, morbida, tipica, il bensone.
Vinello..uh...bianco e rosso, io che non bevo mi sono lasciata andare a più bicchierini...non è da me, ma il bianco era strepitoso...con la conseguenza che a fine serata mi ero beccata un mal di testa non indifferente e sonnolenza. Quel vinello così buono gratis che andava giù come acqua, ha creato un bel po' di ragazzi brilli, che sbevazzavano senza ritegno. Ottimo anche il gruppo musicale che suonava, professionisti che hanno saputo creare un mix ballabile molto simpatico.