Visualizzazione post con etichetta Speciale Puglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Speciale Puglia. Mostra tutti i post

28 ottobre 2008

La bottega del babà - Barletta (BT)

In centro a Barletta, precisamente in via Nazareth 52, c'è questa pasticceria un po' sui generis, in quanto è più un asporto di dolci che una pasticceria, con enormi babà (che a me personalmente non piacciono) e altre grandi e sfiziose leccornie dolci.
In agosto era aperta anche a mezzanotte, non so in inverno. E' gestita da napoletani. Ho assaggiato un profiterol con panna (2 €), e 1 rotella con ricotta e Nutella. Discreti, abbondanti, una botta di calorie; un po' troppo pesanti però. Oltre ai babà hanno tutti i dolci tipici napoletani come sfogliatelle, e tanto altro in abbondanti porzioni. Fanno anche il biscotto dello studente.
Non resterete stupiti per la bontà, ma un posto curioso, da provare.

22 ottobre 2008

Caffè con vista - Barletta (BT)

Ciò che si intravede nella foto è proprio il Duomo di Barletta (Basilica di S. Maria Maggiore, questo il suo nome corretto): quale nome più consono si poteva trovare a questo caffè!
E' un assolato pomeriggio agostano e vige il rito della siesta, tutto è come morto. Anche il Caffè con vista, che dopocena diventa così pieno da essere il locale più frequentato della cittadina... guardate com'è alle 14...desolatamente deserto.
Avevo fame, ero appena tornata dalla faticosa visita a Canne della Battaglia (se siete in zona fateci un salto, è abbastanza interessante, sopratutto l'Antiquarium) e tra l'altro dalla collina degli scavi si vede un paesaggio strepitoso delle Murge.

Insomma volevo mangiare un tramezzino o mi sarei accontentata di un tè freddo e brioche, insomma qualcosa da addentare. Sebbene in pieno centro, questa è una della poche caffetterie che fa il caffè e non la brioche. Sigh. Nulla di fresco da mangiare!
All'interno il caffè con vista è un piccolo barettino, bruttino, "vivendo" quasi esclusivamente con i tavolini esterni.
Nel banco che avrebbe potuto contenere panini, paste, ecc. c'era invece solo qualche tortina confezionata (!). Così non se n'è fatto nulla e me ne sono dovuta andare.
Digiuna no, proprio non ce la facevo. Nell'ora della siesta l'unico rimedio era trovare un supermercato aperto con orario continuato...mi sono rifornita lì...
In definitiva questo è un bel posto all'aperto, abbastanza scenografico, alla moda, dove si beve solamente. Strapieno nelle sere estive.

20 ottobre 2008

Colorado Cafè - Bisceglie (BT)

Dirimpetto al teatro Garibaldi a Bisceglie c'è il Colorado Cafè.
Si chiama Cafè, ma in realtà è un barazzo. Di quei bar-drogheria (io li chiamo così), forse un ex negozietto dove oltre al bancone in alluminio del bar, trovi il frigo gelati, gli scaffali con snack secchi, bibite e caramelle, dove si sorseggia il caffè rigorosamente in piedi, stretti. Mancava il flipper ed avevamo fatto l'ein plein.
Io qui non ho consumato nulla; ma allora - vi chiederete - perché lo citi?
Perché questo è l'unico Internet Point di tutta Bisceglie. Aperto. E può essere utile saperlo nel caso vi rechiate là.
Avendo io in quei giorni d'agosto urgentemente bisogno di Internet e nonostante soggiornassi nel miglior albergo della cittadina, il Nicotel Bisceglie, il quale ne era sprovvisto (e se ne era sprovvisto lui, figuriamoci gli altri alberghi...) ho dovuto arrabattarmi a trovare un diavolo di collegamento Internet. E l'ho trovato solamente al Colorado Cafè.
Internet point è una parola grossa...in realtà la situazione era questa: un tavolaccio nel magazzino sul retro con un pc con connessione Adsl, ma schermo rigorosamente ancora tfr, accanto alla toilette, fra scope e mocio Vileda con il viavai delle bariste che prendevano scatole. Disturbo continuo e situazione a dir poco disagevole. Ho resistito giusto il tempo che mi serviva.
Il costo? € 1 l'ora, previa presentazione di un documento.
Questa è la triste situazione della diffusione di Internet nel sud Italia, assente negli alberghi, introvabile in città. Sappiatelo e premunitevi di conseguenza.

Pasticceria Desirè - Bisceglie (BT)

Nel centro di Bisceglie, sulla piazza principale, c'è questa pasticceria (anche gelateria) dove ho assaggiato il sospiretto. E' il sospiro in forma mignon, specialità tipica di Bisceglie. Qui il sospiro tradizionale, quello grande, non ce l'hanno, chissà perché. Per assaggiare quest'ultimo consiglio sulla stessa piazza l'ottimo Caffè Cova.
Il sospiretto qui (anche nella versione rosa e gialla) costa € 0,50, è fresco, ma si mangia in un sol boccone. Fanno anche gelati. Fuori hanno qualche tavolino in plastica per sedersi.

Pasticceria San Pietro - Bisceglie (BT)

Pasticceria piuttosto grande in Via G. di Vittorio, 84, periferia di Bisceglie. Sono forti sopratutto sulle torte semifreddo (d'estate), con una vetrinetta molto fornita. Banco di pasticceria poco fornito. Alcuni pasticcini, alla sera paste praticamente inesistenti. Fanno anche i sospiri.
Quello che ho preso io, in foto, era abbastanza buono.


19 ottobre 2008

Caffè Cova - Bisceglie (BT)

A questa pasticceria devo dare un buon giudizio.
Ho mangiato in molti locali sia del barese che del tarantino e non riesco mai a smentirmi: nel barese si mangia bene e a buon prezzo (dal ristorante allo street food); nel tarantino si mangia male e a caro prezzo (dal ristorante allo street food).
Al Caffè Cova, così frequentato, la freschezza e la bontà delle paste non fa difetto. Consiglio il sospiro gigante (anche rosa e giallo) fresco e morbido; i savoiardi casalinghi con Nutella e i croccantini di mandorle ricoperti di cioccolato fondente.
Dato che qui i gelati sono più gettonati delle paste ho voluto prenderne uno, ma non perché fosse eccezionale, anzi. Ho trovato la pasticceria molto migliore, ma perché (col tempo e con il girare l'ho capito) in Puglia le gelaterie sono poche (ad es. rispetto a Bologna dove ce n'è una ad ogni angolo) quindi la domanda si concentra perché l'offerta è scarsa.
I gelati sono dei bei coni grandi, con scelta di intingere il cono nella granella di mandorle. Ciò rende gustoso un gelato un po' anonimo, acquoso, ma leggero.
Il caffè cova non ha tavolini all'aperto per sedersi, ma pochi metri più in là si può sostare sulle panchine della bella piazza Vittorio Emanuele. Siediti qui, all'ombra, ad assaggiare un gelato verso le 14/15 di un pomeriggio d'estate, quando in Puglia vige l'ora della siesta e la piazza sarà deserta e mai ti potrai godere Bisceglie come in quei momenti.

Cremeria Vienna - Taranto

Questa è la più nota e frequentata gelateria di Taranto, vista la posizione (sulla pedonalizzata d'Aquino) e visto quanto è frequentata. Di fatto è la migliore gelateria che c'è in città; la gelateria a fianco (ci ho mangiato un gelato anche lì) è imparagonabile, gelati pessimi.
La Cremeria Vienna è un franchising e ha anche altre sedi, in Italia sopratutto in Puglia e all'estero sopratutto in Grecia.
Da provare le coppe speciali, 3 gusti € 1,50 con in regalo la coppettina in plastica trasparente, che a casa può essere sempre utile.
Ho assaggiato i due gusti storici: il Vienna e il nocciola, discreti e il profiterol nero sicuramente il più meritorio, ottimo e cremoso senza essere pesante.
Espone tavolini all'aperto sempre pieni, d'estate chiude alle 00.30.

Caffè Italiano - Taranto

Anche se non vuoi a Taranto capiti sempre lì, in via D'Acquino. Del resto se vuoi un po' rifarti l'occhio dal degrado della città non c'è molto altro, oltre il lungomare. Al numero 86/e c'è l'altra grande pasticceria gelateria aperta anche alla sera e coi tavolini all'aperto, molto frequentata (dopo la chiusura della Cremeria Vienna) rimane solo quella per sbocconcellare qualcosa di dolce.
Ho provato la pasticceria qui. Ho acquistato 4/5 paste, pagando anche molto. In una sola parola: orribili. Dire pessime è dire poco. Unte bisunte, ma contemporaneamente insapori, burrose al limite dello stomachevole. Poche volte ho mangiato paste così cattive. A onor del vero, per equità, ci sono un paio di pasticcerie che fanno paste così anche a Bologna...
I prezzi? Un sospiro glassato (€ 1,50); a Bologna una pasta costa mediamente € 0,90, ma è una pasta; al Caffè Italiano un pasticcino (in Puglia chiamato mignon e che noi vendiamo ad etti) € 0,60!
Non so come si beve il caffè, ma la pasticceria è davvero sconsigliata e il salato, sullo stesso bancone, aveva un aspetto davvero poco invitante (tranci di pizza vecchi e secchi).

8 ottobre 2008

Pizzeria Aragonese - Taranto

Come ho già detto in altri post, a Taranto aperti di sera ci sono pochi locali e tutti in due o tre strade, la pedonalizzata via d'Aquino e Corso dei due mari, appena oltrepassato il ponte girevole.
Questa è una pizzeria molto frequentata, una delle pochissime, se non l'unica ad essere aperta fino all'1 di notte.
L'interno è gradevole, tipico da pizzeria, sui toni caldi del legno, giallo e rosso. Muri a stucco arancione, applique alle pareti e tendine da trattoria.

Il servizio è veloce, le pizze arrivano immediatamente, anche se il coperto lascia un po' a desiderare. Sul menù ci sono alcune pizze originali, decido così di prendere la Pizza Aragonese, attirata dalla dicitura pizza a barchetta. Mi chiedo cosa potrebbe essere, credendo fosse una pizza a forma di barchetta, aperta quindi, ma con gli angoli sollevati...nel dubbio la ordino: beh...è soltanto un calzone! Ma che barchetta! Le barche non sono richiuse! Ancora oggi non ho capito se al sud si chiama a barchetta il calzone, o se era un modo un po' troppo fantasioso per invogliarti a chiedere un calzone spacciandolo per qualcosa di nuovo.

In ogni caso il calzone non era male, nulla di trascendentale, diciamolo, ma discreto.
Ciò che invece era quasi immangiabile era la Pizza stracciatella (con al posto della mozzarella, la stracciatella di latte). Ce ne avevano messa una valanga, con tutto il suo latte! Un pastroccio.
Il totale per due pizze, 1 litro d'acqua, 1 coca e due coperti (2 euro l'uno nonostante fossero inesistenti) € 23.
Il consiglio: se avete voglia di due pizze e non c'è altro aperto.

3 ottobre 2008

Sagra della girandola - Manduria (TA)

22 agosto 2008


Questa è sicuramente la prima sagra in cui ho pagato per entrare! Ben 3 euro a testa! Ma non è che in seguito gli assaggi sono gratuiti...no no... si pagano anch'essi! E non poco.
Siamo a Manduria, a metà strada tra Taranto e Lecce, lontano dal mare, nella Puglia di terra.
Perché si chiama sagra della girandola? Boh!
Organizzata da privati nel parco archeologico della cittadina, è una "sagra" per modo di dire: tre postazioni servono l'una carne alla brace (salsiccia + capocollo di martina franca), un'altra una frittura di pesce, l'ultima cicchetti di Primitivo di Manduria (il forte rosso di cui Manduria è capoluogo del distretto vinicolo omonimo). Prezzo fisso € 6 a piattino. Il tutto contornato da giocolieri vari, per me di nessun interesse, in quanto ero andata solo per mangiare. Questi artisti di strada erano stati assoldati per dare una pseudo giustificazione al costo del biglietto d'entrata, ma erano ben poco godibili, invisibili dai capannelli di gente davanti.


Il primitivo, adatto agli arrosti e alla selvaggina, non c'azzeccava molto con la frittura di pesce, così ho preferito assaggiare la carne. La porzione era scarsina, come si può vedere.

Una sagra triste, organizzata a scopo di lucro, con questi fari e alcuni artisti di strada sparpagliati in questo campo. L'atmosfera dei "clown" di Fellini: quella malinconia sulle facce truccate dei pagliacci.
Mangi e te ne vai, altro non c'è. Nota positiva: si mangiava abbastanza bene.
Sono stata una delle prime ad uscire, mentre una lunga fila di persone ancora doveva entrare. Una signora mi si rivolge chiedendomi perplessa: "Bisogna pagare, ma ne vale la pena?" Schiettamente, come da mio solito, le dico no. E lei se ne va.

2 ottobre 2008

Hotel ristorante Nicotel Bisceglie - Bisceglie (BT)

Questo è il miglior albergo di Bisceglie. Di fatto è così perché non c'è molto altro che la cittadina offra a livello alberghiero. Imperdibile la vista sul mare dalle Junior suite e i secondi del ristorante. Perdibile il garage-alveare, la distanza dal mare, le stesse junior suite tutte comunicanti (devi essere molto fortunato che non ci sia nessuno nella camera attigua altrimenti dimentica di essere "solo"...), il personale della reception.
Il ristorante è un'ottima ciambella senza il buco. E' possibile che dalla cucina arrivino primi mediocri e secondi strepitosi? Sì è possibile...
Ho cenato qui diverse volte nel mio soggiorno estivo in Puglia e non è stata una coincidenza. Tanto sono dozzinali i primi, quanto squisiti i secondi, carne o pesce non importa. Quindi se ci andate il mio consiglio è di perdere i primi e concentrarsi decisamente sui secondi: i quali sono assolutamente di alto livello. E con alto livello intendo la qualità della materia prima e la preparazione. Il cuoco dev'essere davvero forte sui secondi e poco specializzato sui primi. I primi di pasta sono poco saporiti, il sugo non ben amalgamato, quelli con sugo di verdure invece meritano di più grazie ai gustosi ortaggi. Il pesce è sempre fresco, ben preparato, ben servito. Questo te lo aspetti in una cittadina marittima, ciò che colpisce viceversa sono le carni. Grandi porzioni, di cottura perfetta, di ottimo gusto. Annovero le carni e il pesce che ho assaggiato qui tra la rosa dei migliori. Il menù non è troppo variato, ma consigliatissimi rimangono l'orata (esemplari enormi) e la tagliata di manzo (cotta a puntino, succulenta, abbondantissima).
Tutto questo anche in mezza pensione. Il prezzo agli esterni è medio coi primi che si aggirano dai 6 agli 8 euro e i secondi dagli 8 ai 10 euro circa. Dimenticavo i dolci: discreti.

26 settembre 2008

Hotel ristorante Masseria Chiancone Torricella - Martina Franca (TA)

Ho soggiornato in questa masseria qualche notte e ho cenato alcune sere nel suo ristorante.
Devo dire che purtroppo mi ha lasciato un po' delusa. Mi aspettavo più abbondanza nella scelta e nelle porzioni.
La sala ristorante all'interno è carina, rustica, ricavata nel tipico ambiente della masseria, con soffitti a volta e muri grezzi. L'ambiente è tranquillo, le luci sono soffuse e ciò rende l'atmosfera discretamente intima ed elegante. Proprio per questo ci si aspetterebbe molto di più dalla cucina.
Bisogna sapere che questa masseria è situata nella Valle D'Itria, a qualche km da Martina Franca, in uno dei punti più alti della Puglia, a circa 500 metri di altezza e quindi la temperatura è sempre 5°/6° inferiore rispetto al livello del mare. Lo staff, nonostante fosse oltre il 20 agosto, e fuori facesse meno di 20° si incaponiva ad apparecchiare fuori tutte le sere. Ho resistito la prima sera, poi basta!
Come dicevo, della cucina colpisce appunto la scarsità, un menù di due soli primi da scegliere (sempre solo piatti asciutti) e due soli secondi (o carne o pesce). Assenti buffet di verdure, antipasti e buffet di dolci. Come dessert esclusivamente o frutta o un gelato (ad un solo gusto!).
Una sera (tre sere ho cenato qui) innervosita dall'assenza di contorni di verdura ho chiesto un'insalata verde...mi hanno portato un pinzimonio di carote e sedano e rapanelli interi da sgranocchiare all'interno di una terrina con ghiaccio. Giuro veniva voglia di...
Riguardo al gelato...una sera alla richiesta di cosa volessi per dessert mi sento proporre solo un'alternativa: "Se avete solo gelato mi porti quello - dico. Che gusti ha?" La cameriera mi elenca 3 gusti (solo 3). "Vabene - mi faccia un misto di questi tre - rispondo". E lei: "No signora, solo uno". Ecco, credo che ogni commento a questo punto sia superfluo.
Il sale e l'olio erano perennemente assente dalla tavola e quindi sempre da richiedere (questa è una costante in Puglia). Sospetto lo facciano per risparmiare. Ma i risparmi non si fanno su queste piccole ed essenziali cose, sopratutto in un hotel a 4 stelle, che un po' d'arie si dà anche...
Peccato. Un po' più di generosità verso la clientela non guasterebbe.

Irish pub Saint Patrick Jazz Club - Barletta (BT)

Questo è un grande e frequentatissimo pub nel centro di Barletta, in via Cialdini 15/17.
In agosto dopo le 22.30 comincia a riempirsi a dismisura nella grande veranda scoperta davanti e nella retrostante viuzza posteriore, dove ci sono 6/7 tavolini ammassati in mezzo alla strada, divisi da essa solo da qualche pianta.
Chissà perché hanno questa mania...i gruppi li fanno accomodare davanti, con tanto di bella vista sul passeggio, spazio e circolazione d'aria; le coppie o i terzetti dietro, a morire dal caldo, schiacciati e guardati a vista - questa è stata la cosa più irritante- da un cameriere che rimane lì incessantemente senza allontanarsi mai prendendo solo le ordinazioni e passandole ad un collega. L'obiettivo è, se non si era capito, di evitare che qualcuno, dopo aver mangiato sgattaioli via senza pagare. Questa "strategia"stressa invece chi sta cenando. La sottoscritta, esasperata, ha dovuto sedersi di schiena al cameriere per poter avere un minimo di privacy.
La scelta dal menù era varia, oltre a carne ed insalatone, anche una discreta scelta di pizze cotte nel forno a legna. Raro in un pub.
Abbiamo così ordinato due pizze: 1 ciccioburrata: con burrata al pozzo della mozzarella (specialità della vicina Andria), pomodorini, olive nere e rucola e 1 parigina: con prosciutto crudo (o meglio cotto...invece che metterlo all'uscita...l'hanno messo all'entrata, cuocendolo in forno sigh!), brie, mozzarella e pomodoro.
Le pizze, a parte il prosciutto crudo "cotto" erano piuttosto buone. Peccato che l'attesa sia stata così lunga da divenire quasi snervante (oltre 40 minuti).
2 pizze farcite, 1 Harp alla spina + 1 litro d'acqua € 20.
Prezzi più alti della media a Barletta, sistemazione per le coppie molto scomoda, cameriere-guardia, ma pizze buone.

24 settembre 2008

Hotel ristorante Nicotel Gargano - Manfredonia (FG)

Persa sulla statale diretta a Manfredonia c'è questa cattedrale nel deserto, il nuovissimo Nicotel Gargano. Ho dormito qui una sola notte, in pieno agosto questo albergo era semideserto. Probabilmente più concepito per i gruppi turistici (San Giovanni Rotondo è a pochissimi chilometri) che per il turismo balneare (la spiaggia è ad almeno 4/5 km.), chi si trova a cenare qui si sente un po' "fuori posto"...Mi spiego meglio: per i gruppi hanno riservato una sala (colazione + ristorante), per i singoli viaggiatori nulla. Lo so che può sembrare assurdo, ma è così. Allora dove vengono collocati i tavoli? - vi chiederete - nella hall! Esattamente. In fondo alla hall, con vista sulla reception. I tavoli - pochi- sono disposti in questo angolo di hall (qui si cena e si fa colazione). Potete immaginare il confort...cenare con le luci al neon, i viaggiatori in transito chiedendosi in continuazione perché non venivano collocati questi tavoli nella grande sala per i gruppi, che era ampiamente capiente.
Ci sediamo, il tavolo è traballante, chiediamo al cameriere di sistemarlo. Ci prova, fa cascare un bicchiere di acqua sulla tovaglia, lascia lì la tovaglia bagnata e non risolve il problema! Complimenti all'educazione!
La cena è discreta, con quei menù classici da ristorante in mensa della stazione, dell'aeroporto.
Scegliamo una crema di patate, direi il piatto più apprezzato: non è liofilizzata. Come secondo c'è una cotoletta alla milanese, enorme, ma un po' duretta contornata dalle solite e classiche patate fritte. Dessert? Molto originale...ehm...un gelato.
Anche volendo non sarei riuscita a cenare in una hall d'albergo più di una volta.

Brew Pub - Barletta (BT)


In questo bel pub nel centro di Barletta, in via del Duomo 13, si può cenare bene in due, compreso una birra artigianale con poco più di 10 euro. Già, proprio così. E l'ambiente è decisamente carino, rustico, con il soffitto a botte, i tavoloni di legno spesso.
Come dicevo, la particolarità di questa birreria è la produzione propria di birra, sono rare le birrerie che producono birra, ad esempio a Bologna, l'unica birreria che autoproduce la birra è il Bibò, che tra l'altro, a sentire il sito Microbirrifici è stata sospesa.


Il Brew Pub produce ben 5 birre in proprio. Io ho scelto la birra al frumento, bionda, diversa, piena.
Da assaggiare le insalatone. Fresche, abbondanti. La mia era con rucola, insalata verde e rossa, ciliegine di mozzarella, il tutto accompagnato da focaccia pugliese con pomodorini.
Non puoi mancare in Puglia le bruschette pomodoro e rucola. Qui le fanno morbide e gustose.
Solo un neo, il gestore più che un pugliese sembrava un milanese: professionale, ma freddo, poco ospitale. Quel sorriso in più sarebbe stato gradito.
In definitiva un ottimo pub dove abbiamo speso per una birra artigianale, 1/2 d' acqua, un'insalatona con focaccia e la bruschetta solo € 11,30!

23 settembre 2008

Trattoria del Pescatore - Taranto

Indubbiamente un ristorante di pesce che è pieno stipato e la gente fa la fila per entrare a mangiare dopo mezzanotte colpisce...si pensa, ma che ti danno da mangiare?0ro? E' così decido, a piè sospinta dalla folla osannante, di fare la fila anche io per cenare in questa trattoria: ristorante di sera, pescheria di giorno. Chissà che pesce fresco, immagino, addirittura lo scelgono dal bancone della pescheria, lo puliscono sul posto e poi lo cucinano...!
Così anche io seguo la strana trafila che questo locale richiede: mi metto in fila davanti all'entrata e meno male che una ragazza mi avverte...guarda che per poter fare la fila devi prima essere autorizzata (aumma aumma) dal ragazzo presente in pescheria...sì avete capito bene...! si fa la fila in pescheria per poter fare la fila al ristorante... in ciò c'è qualcosa di pazzesco...oramai la mia curiosità è irrefrenabile, mi sottometto e mi reco implorante in pescheria...mi dico, o adesso o mai più, certa di non avere più intenzione di recarmi nuovamente a Taranto in futuro. Bene, attendo 1/2 ora guardando l'addetto che pulisce frutti di mare e li prepara per la cucina e poi 1/2 ora di là.

Finalmente ci fanno sedere...tutti si stanno ancora abbuffando. Bene, attendo speranzosa. Arriva un omino che con tono imperante mi propone a voce un antipasto misto. Sono un po' delusa, volevo il menù, sapere quanto costa...mah! Avendo notato che l'antipasto era particolarmente abbondante, accetto. L' antipasto di mare misto era così composto:
  • bianchetti gratinati
  • cozze gratinate
  • gamberi in salsa rosa
  • lumachine di mare
  • merluzzo fritto
Strepitoso da vedere...ma ahimè alquanto deludente da mangiare. L'appetibilità del pesce era mediocre, era fresco, ma bisogna poi saperlo anche cucinare. Probabilmente il difetto di questo ristorante è proprio questo e lo rende inesorabilmente un luogo ben al di sotto dell'osteria del pozzo. La gratinatura delle cozze le rende unte bisunte; i bianchetti dopo qualche boccata stomacano; le lumachine mi disgustano; e i gamberi in salsa rosa...oh quelli sono orribili: duri, insipidi, affogati in una salsa industriale di terza categoria. Si mangia abbastanza bene almeno il merluzzo fritto: 1 su 5...sigh...
Bah mi dico, forse nei primi sono più forti...poi vista l'abbondanza dell'antipasto mi aspetto ancora che almeno quantitativamente sia un bell'andare. Il solito omino mi propone la solita unica alternativa: come primo solo spaghetti ai frutti di mare. Irritata e con lo stomaco non tanto felice accetto sapendo che dopo non avrei ordinato nient'altro.
Sulla quantità mi sono dovuta ricredere purtroppo...era un piccolo piattino di spaghetti ai frutti di mare composti da cozze, vongole (svariate erano chiuse, sinonimo che erano non commestibili, ma un po' più di cura nel toglierle non guastava), due (e dico 2 ) gamberi. Un piatto di pasta sciatta condita da pesce altrettanto sciatto.

Un acqua, due antipasti misti, due spaghetti, € 33, proposti senza ricevuta, che io invece ho preteso.
Cucina sciatta è la parola giusta per questa trattoria-pescheria in Piazza Fontana a Taranto. Nemmeno qui sono riusciti a smentire che a Taranto si mangi male.

22 settembre 2008

Pub Joyce - Taranto

Se vuoi fare vita notturna a Taranto non c'è molto da star allegri. Verso le 24 di una sera di agosto mi reco a Taranto città convinta di trovare una discreta scelta per cibarmi. Deformazione professionale, a Bologna di pub ed osterie ce ne sono decine e decine aperte alla notte e così forse mi aspetto un po' troppo. Ma onestamente non mi aspettavo però così poco...!
Praticamente il numero definitivo di scelta si assomma a 3/4 posti...crying...tra via dei due mari e corso d'aquino...lì è il punto di ritrovo dei giovani tarantini e di qualche disperato turista che ci finisce "per forza", a causa della mancanza di alternative. Praticamente la scelta è tra una pizzeria aperta fino all'1, un pub (questo), una creperia e su corso d'aquino una pucceria che chiude verso le 23.30, due gelaterie che chiudono a mezzanotte e una pasticceria, il Caffè Italiano che rimane di più, ma fa paste orribili...
A mezzanotte e oltre l'unica chance è questo pub. il pub Joyce, un pub irlandese. Frequentatissimo, una parte interna deserta (è agosto) e quella esterna con tavolacci sul marciapiede e a ridosso della trafficata strada. Mi fermo qui, tra smog e tavoli non propriamente puliti. Due cameriere gufano chi arriva e immediatamente portano il menù. Prendiamo la classica irlandese Guinness alla spina, provo la frisa caprese (con mozzarella e pomodoro). E' un piatto tipico, mmm...penso dovrebbe essere buona. Invece è pessima e fatta per giunta con pane integrale, certo sul menù non era menzionato...avevano finito quello bianco e così hanno sostituito.


Un po' più di correttezza non guastava, bastava dirlo, ragazzi non abbiamo più pane bianco, vi porto l'integrale vi sta bene lo stesso? Non propinarlo senza avvertire, anche perché a me il pane integrale non piace. Giusto, avrei dovuto rimandarlo indietro...ma ero così affamata che nemmeno l'avevo visto di notte all'aperto e poi comunque avevo già pagato...l'usanza in questo pub è di farti pagare in anticipo, al momento dell'ordinazione...vi pare giusto? e se la roba che arriva non è quella che voglio o è avariata o c'è qualunque altra cosa che non torna? a chi mi attacco? al tram? sicuramente una libertà un po' troppo disinvolta dovuta ad una posizione "monopolista"...
Questa frisa era praticamente immangiabile, insipida, con mozzarella dura e pomodori con la buccia spessa, un disastro!
Il mio compagno si offre di sostituire la frisa con il suo crostone speck e brie, va un po' meglio ma...siamo sul cattivo anche lì. Ingredienti di scarsa qualità, panini fatti con poca cura.
Tutto questo per la "modica" cifra di € 16,50, come e più di Bologna...!
Qui abbiamo smentito in pieno che in Puglia si mangi bene e a poco prezzo dappertutto. La mia esperienza mi dice che si mangia generalmente bene e spendendo poco in tutto il barese, viceversa nel tarantino. Chi l'avrebbe mai detto?!

18 settembre 2008

Sagra dei sapori e dei saperi - Maruggio (TA)

21 agosto 2008

Proprio sopra Campomarino si trova Maruggio, un paesino carino e decentemente tenuto. Organizza una sagra davvero affollata (i pugliesi vanno molto alle sagre) con tanto di band che suona la taranta e la pizzica dove io da buona bolognese non capisco e anzi mi da anche un po' noia, ma loro sembrano coinvolgersi con un entusiasmo e una partecipazione degna del palio di Siena per i senesi.
Arrivo sul tardi, verso le 22.30, ma nessun problema, la sagra sta procedendo a gonfie vele e si mangia ancora in abbondanza. Il centro del paese è carino, allestito e illuminato per questa sagra con i prodotti gastronomici tipici locali sparpagliati un po' ovunque.


Forse un po' troppo caos per i miei gusti e sopratutto la mancanza di posti a sedere. Spesso ho avuto nostalgia della sagra emiliana, almeno non ero costretta a mangiare in piedi o su un marciapiede! Insomma due sedie si potevano predisporre.
Come si nota dalla foto, si mangia davvero per la strada.

Gli assaggi a scelta comprendono:
  • pezzuri al provolone e mortadella € 3. Già pronti dentro alcune pizzerie d'asporto, riscaldati. Una specie di calzone duro, saporito. Nulla di che.
  • pizzarieddi (orecchiette e cavatelli freschi al pomodoro e ricotta forte) € 2,50
  • polpettine di carne € 2,50
  • vino locale mezzo bicchiere € 0,50 prettamente i tipici vini marsalati della zona tra cui il forte Primitivo
  • puddichi € 1 (pane con pepe nero, cannella, chiodi di garofano), molto buono e originale
  • frutta da passeggio € 1,50 (cocomero, melone, l'uva in una terra che ne produce in abbondanza, gli immancabili fichi d'india e una stecca di carrube).
Un neo era la mancanza di qualche dolcetto tipico, o una gelateria. Di solito alle sagre c'è sempre qualche assaggio di dolce. Si poteva chiudere in bellezza no?
Al termine ce ne andiamo sfiniti, trovare i posti dove vendevano gli assaggi, mangiarli in piedi in mezzo alla folla assordati dalla taranta...beh...anche il gastronauta più convinto si stanca...
Comunque consigliato, una bella immersione nella tipicità gastronomica pugliese.

Gelateria Mont Blanc - Barletta (BT)

E' la gelateria più frequentata di Barletta. Praticamente di fianco al Duomo. Di sera, quando il centro viene pedonalizzato, la gente si accalca a gustare un cono o una coppetta. Qui in Puglia esiste anche il cono baby, che non è un gelato per bambini, ma un cono con un solo gusto ad 50 centesimi. Ideale quando hai un languorino e un gelato anche quello più piccolo sarebbe troppo. Ottima idea, la dovrebbero trasportare anche a Bologna. I gusti sono i soliti, con qualche novità. Io ho optato per un cono al classico gusto nocciola e all'originale gusto cornetto. Un gelato senza infamia nè lode.

Osteria del Pozzo - Barletta (BT)

Tanta più esperienza mi faccio e tanto più continuo a convincermi che la qualità non fa rima con pubblicità.
Ho da tempo smesso di consultare le guide ristoranti che l'editoria propone (gambero rosso, touring, Michelin - quest'ultima poi è tanto affidabile negli alberghi quanto inaffidabile nei ristoranti) dato che solitamente non ci azzeccano quasi mai.
Mi fido solo di me stessa e di qualche passaparola. E' innegabile il piacere della scoperta. Sono una persona esigente e schietta, oculata, spesso i miei giudizi sono più negativi che positivi, il che vuol dire che quando sono positivi sono davvero meritati.
Quindi...con queste recensioni andate davvero ad occhi chiusi.
Tornando all'osteria del pozzo, questa premessa per dire che come il ristorante più in vista di Barletta - Il Brigantino - a mio avviso è il peggiore; quest'altro ristorante, l'osteria del pozzo - il più nascosto, su nessuna guida e pure il meno frequentato - è il migliore.
L'ho trovato per caso al pomeriggio, recandomi al Palazzo della Marra per visitare la magnifica ed imperdibile collezione de Nittis. Proprio poco prima, dopo aver superato tutto il passeggio movimentato del centro, c'è un portoncino piccolo, serrato, con il menù appeso alla porta. Mi attira particolarmente il prezzo della frittura di pesce: 9 euro. Mi incuriosisce, decido di provarlo.


Mi reco quindi la sera stessa verso le 22.30, suono il campanello e il proprietario (bisogna sapere che qui sono solo in due, chi cucina e chi serve) mi apre. Con tono familiare ed amichevole ci fa scegliere dove metterci. L'ambiente è particolarissimo, è una cantina piccola piccola, molto simile alla cantina della disfida, pochissimi tavoli e al centro un pozzo (dal quale prende il nome). L'odore acre di cantina è invadente, ma non da fastidio. Ci sono solo altri due tavoli occupati.

Il menù è ridottissimo, fin troppo, ma questo non influenzerà il mio giudizio. Il menù è di solo pesce e ben venga, siamo al mare e a Barletta è questione d'onore servire il pesce fresco.
Ordiniamo anche il vino della casa, € 2.50, beh non è stata comunque una scelta felice, era abbastanza imbevibile, uno pseudo Tavernello.
Il primo è ridotto ad 1 solo, è quello del giorno: gnocchetti sardi con pomodorini ,cozze, granchio e cannolicchi. Ne prendiamo uno in due, vogliamo tenerci pronti per la frittura. Si rivelerà abbastanza abbondante, ma con due difetti grossolani, fatti in tutta buona fede: i pomodorini non spellati e la pasta secca confezionata. Un tocco di professionalità in più come una pasta fresca, magari un cavatello (locale) fresco e i pachino senza buccia sarebbe stato decisamente apprezzato. In ogni caso il giudizio positivo non cambia. Il pesce si è rivelato di una tale bontà e i costi così bassi, da essere definitivamente soddisfatta.
Passiamo al piatto forte di questo locale: la frittura di paranza. Una frittura così leggera e un pesce così squisito l'ho assaggiato solo a Fano, nella pizzeria La Perla. La porzione non è abbondante, ma quel misto di merluzzetti, triglie, gamberetti, polpetti, sgombri, anelli di totano è da urlo. Per la varietà e sopratutto per quei gamberetti, i migliori della mia vita. Avete mai mangiato un gamberetto con la corazza? Questo dà l'idea della freschezza di quel pesce.
Mi complimento con il proprietario, gli dico, buon pesce fresco, e lui inorgoglito e quasi offeso mi dice che è ovvio, si utilizza solo il pescato del giorno.
Incredibilmente non ci sono contorni! Chiedo un'insalata verde, ma non c'è...si offre di portarmi un'insalata di pachino (in puglia vanno per la maggiore, degli altri pomodori non c'è traccia quasi) e cetrioli.
Come dessert la scelta si limita a due possibilità: o un sorbetto al limone o un trancio di torta gelato (confezionata, tipo Viennetta). Prendiamo il sorbetto (1 pallina) e il trancio, discreti.
Indubbiamente colpisce la scarsità di scelta dal menù (1 solo primo, nessun contorno, due soli dolci, pochi secondi) e alcuni errori di preparazione grossolani, ma il tutto viene dimenticato dal prezzo finale e dalla qualità sopraffina del pesce. E' un luogo familiare, particolare, quasi dimenticato, poco frequentato, ma ti senti trattato in modo umano.
Una bottiglia d'acqua, 1/4 di vino, un cestino di pane pugliese con gli immancabili taralli, un primo di pesce, due fritture di pesce, un contorno, 2 dolci, solo 35 euro. Un prezzo d'altri tempi. A Rimini una cena identica costa esattamente il doppio.